lunedì 3 novembre 2008

Stramilano 1998

Eccoci, la mia prima ed unica Stramilano. La faccio nel 1998. Mi ricordo ancora tutto il percorso, gli amici con cui partecipo, il tracciato, la fatica, il sudore.
Una bellissima emozione, mai più ripteuta sino ad oggi per un sacco di motivi. Tutti gli anni mi dico: quest'anno é la volta buona, la ripeto e miglioro i tempi. Poi; pur continuando ad andare a correre e allenarmi non ci vado. Uffa.
Ero iscritto alla palestra di Marco, organizzammo un gruppetto di 7-8 persone. Durante il tragitto un sacco di gente intorno a noi che correva ed un sacco di gente che guardava e applaudiva a lato strada. Una Milano diversa dal solito traffico e grigiore. Una giornata di sole. Bellissimo.
L'arrivo al Vigorelli. Pomeriggio a casa fritto.

Pippettari di tutto il mondo ribellatevi!

Pippettari di tutto il mondo unitevi!
Pippettari di tutto il mondo ribellatevi!
Neanche più la sacra pippa (maschile o femminile che sia) é rispettata dall'avanzare tecnologico del ludico e del multimediale.
Attaccando questi due aggeggi nella foto ai rispettivi pisellini/piselline al vostro WII nintento potrete farvi fare pippe a distanza da amici, conoscenti, sconosciuti, paganti e gratuiti.
Il tutto senza rischio di incomprensioni, di malumori e tristezze post coitum, di rischi vari (non mi sono fatto/a il bidet, ho mal di testa) o peggio di lasciare tracce di qualche tipo (alla Clinton per intenderci).
Ma insomma!! E' la fine dei rasponi fatti in bagno, in soffitta, in cantina o in un qualsiasi luogo appartato. E' la fine dei contatti umani, dell'intimità dei profumini sessuali, dell'imbarazzo ma anche dell'intrigo, del contatto umano.
Mi ribello con tutto me stesso a questa ignobile mancanza di rispetto dell'essere umano in ogni suo aspetto (anche e soprattutto quelli più intimi). W le donne, W le pippe. Sono un inguaribile luddista oltre che amante della carne. E' un peccato? Andrò all'inferno, ma molto molto contento.

domenica 2 novembre 2008

Rallentiamo

Se i tempi di crisi (economica e non di valori) devono avere una risposta, eccone una: rallentiamo.
Invece di correre a destra e manca come degli indemoniati, da un centro commerciale all'altro, proviamo a consumare con giudizio.
Riscopriamo il piacere di produrre da noi alcuni prodotti.
Guardiamoci intorno, assaporiamo lo scorrere del tempo; non costa nulla e ci fa riflettere.
Riprendiamo il possesso delle nostre città, dei borghi vicino casa, dei giardinetti, dei prati, dei boschi.
Non riduciamoci in colonne di auto inscatolati nel solito ingorgo domenicale verso il nulla.
Facciamo da noi i regali del prossimo S. Natale. Volete mettere la soddisfazione nel regalare qualcosa fatto con le nostre mani? Comprate prodotti locali (inquinano meno perché non sono trasportati via aereo) o equosolidali (inquinano ma aiutano il prossimo).
Andate a piedi o in bicicletta: non si inquina, si risparmia, fa bene alla salute, migliora i rapporti sociali con chi si incontra.
Sorridete al prossimo, salutate i bambini, cogliete l'occasione per fare due parole con gli sconosciuti, soprattutto se anziani. Tornerete a casa stanchi ma pieni di umanità e di storie di vita. Quanto é difficile riconvertirsi? Invece di rincoglionirsi con Facebook o diavolerie simili proviamo a parlarci in famiglia, magari con quel parente che non sentiamo da tempo per un incomprensione. Riscopriamo le usanze locali, le tradizioni, facciamocele raccontare dagli anziani, facciamole sentire ai bambini. Invece di passare il tempo davanti alla televisione stiamo in giardino a rastrellare le foglie. Ciao. Ora esco a far due passi.

La terra dei kaki

Oggi (ieri per chi mi legge) ho raccolto i Kaki.
Ne ho una sola pianta in giardino, ed all'arrivo dei primi freddi i frutti si colorano di un bel giallo arancio mentre le foglie appassiscono rapidamente e dopo la raccolta cadono in pochi giorni.
Quest'anno, ahimé si é spezzato un grosso ramo a causa del vento e molti frutti non hanno avuto tempo di formarsi.
La pianta di kaki Diospyros é di origine cinese. E' chiamato anche Albero delle sette virtù: lunga vita (possono vivere anche mezzo secolo); grande ombra; assenza di nidi fra i suoi rami; inattaccabilità da parte dei tarli; possibilità di giocare con le sue foglie indurite dal ghiaccio; la settima virtù è data dal bel fuoco che fornisce e dalla ricchezza in sostanze concimanti il terreno. Dalla Cina si è esteso nei paesi limitrofi e ha trovato larga diffusione nel vicino Giappone. L’albero del kaki è oggi considerato “l’albero della pace”, perché al devastante bombardamento atomico di Nagasaki dell’agosto 1945, sopravvissero soltanto alcuni alberi di questo frutto. E' stato distribuito ai partecipanti della marcia della Pace di Assisi del 2007.
Per tornare alla mia raccolta, 3 grosse cassette (che in parte regalo a chi mi é caro ed in parte consumo).
Una raccomandazione nella raccolta: i rami sono fragili. Cadono più vecchietti intenti nella raccolta dai rami del kako che i tordi in inverno.

(Fonte delle infor: Wikipedia)

sabato 1 novembre 2008

Saints and soldiers

Ebbene si! lo ammetto, amo i film di guerra.
Soprattutto se fatti bene, come questo.
Ho finito di guardarlo adesso e devo dire che é veramente ben confezionato.
Un consiglio per gli amanti del genere e non solo.
Basato su una storia vera, nonostante il cinema di guerra sia inflazionato nel descrivere lo scontro tra Americani buoni e Tedeschi cattivi in questo caso non é così (e meno male) i buoni ed i cattivi stanno da tutte e due le parti e il conflitto pare più uno sfondo necessario per mettere in scena i dilemmi e le piccole grandi scelte di vita di ognuno dei soldati/uomini. Ottima la fotografia.

Ha chiuso il Tempelhof - L'aeroporto di Berlino

Non sempre i cittadini si mobilitano per chiudere gli aeroporti (la fracassona Malpensa).
Si é tenuto recentemente un referendum a Berlino per tenere aperto (udite udite) l'aeroporto Tempelhof.
Anche se non andato a buon fine (l'aeroporto ha chiuso da oggi) é stata la dimostrazione che le persone tengono ai ricordi.
Tempelhof, fatto ampliare dal regime Nazista e primo aeroporto moderno e più grande al mondo servì tra il 1947 e il '48 a sfamare i berlinesi con un ponte aereo organizzato dagli americani contro i piani di Stalin che voleva occupare anche questa parte di Berlino.

Le vite degli altri

Ho finito di guardare questo film da pochi minuti. Posso solo consigliare di vederlo. Perché?
Parla d'amore.
Parla di verità difesa a costo della vita.
Parla di democrazia negata.
Parla di sentimenti che superano i regimi e la paura.
E' una storia molto verosimile.
Descrive un periodo buio della storia europea non molto lontano da noi (Germania dell'Est, 1984).
Anche se molto "tedesco" ovvero con un espressione dei sentimenti "ovattata" (non vi sono grida in strada o sceneggiate) é molto reale.
Un ottima prima prova di un registra che ha meritato l'Oscar.