sabato 22 febbraio 2014

ciao Francesco

E così ci ha lasciato anche Francesco Di Giacomo, voce storica del Banco del Mutuo Soccorso.
Voce unica, potente, dolce, sublime.
Parliamo di una carriera iniziata nel 1971 quando entra nel gruppo progressive italiano e brani riconosciuti a livello internazionale.
Anni or sono l'avevo visto e ascoltato ad un concerto in una cantina a nord di Milano, ne era nata una passione per la scoperta di una persona che si intuiva buona e al tempo stesso amante della propria professione. Spesso ho ascoltato "Canto di primavera", e mi é apparso come simbolo augurante nell'uscire dall'inverno e da periodi negativi. Grazie Francesco, ciao.

venerdì 21 febbraio 2014

Topolino ovvero lo strano mondo dei fumetti


Che ne dite di un fumetto ove è ammessa la sedia elettrica per i criminali?
E di un fumetto ove l'omicidio viene rappresentato con tanto di coltello infilato alla vittima durante il sonno?
E dove le elezioni sono truccate e vince il cattivone di turno?
Direste che è un fumetto per adulti !
E invece no! Questo è quello che accade in alcuni episodi che ho letto recentemente in Topolino. 
Dalla società distopica del futuro governata da un delinquente che ha truccato le elezioni (ricorda il terzo episodio di "Ritorno al Futuro"), ad una riedizione di Casablanca, passando per omicidi e raggiri degni di un film di Hitchcock. Il nostro Topo - ops eroe - si destreggia in mezzo a questo profusione di reati, usa un linguaggio degno di uno scaricatore di porto e non si cruccia di ricorrere alla tortura per estorcere confessioni. Di che riflettere :)

mercoledì 19 febbraio 2014

una strana idea di democrazia

Prima non ci vuole andare.
Poi il solito sondaggio in rete lo smentisce e lui ci deve andare.
Poi ancora va ma insulta tutti e dice che non parla con nessuno, perché in fondo non gliene frega niente di quello che il sondaggio gli dice.
Ora mi viene da chiedermi? Quale è il concetto di democrazia di questo signore?

Se fai il sondaggio lo devi rispettare. Se il tuo concetto di democrazia prende fondamento dalla rete, lo devi rispettare. Se non lo condividi non andare ma poi ti dimetti. Se vai e fai il pagliaccio, è una vigliaccata e il mancato rispetto della democrazia della base, da te tanto invocata.
Qualcosa non funziona tra i 5S…

lunedì 17 febbraio 2014

L'assassino - Michele Serra


Finito di leggere in una serata. Dovrebbe far ridere, ma la storia dell'assassino di negozianti impropri, ovvero che assegnano nomi improponibili alla propria attività o vogliono vendere prodotti senza averne alcuna ragione, non fa ridere affatto.
Questo libro è, in fondo, una feroce critica all'attuale visione delle cose ed a come il mercato abbia trasformato in necessità ed in bisogno anche il superfluo e l'inutile. Mi viene da citare Roland Barthes e il suo "Miti d'Oggi". 
L'assassino si confessa e giustifica le sue azioni citando per filo e per segno negozi e prodotti che quotidianamente ci troviamo sotto il naso. Come dargli torto? 

Una mattina mi son svegliato

 
"L'8 settembre 1943 simboleggia il disfacimento dello Stato, il momento del si salvi chi può!
Alla divulgazione radiofonica dell'armistizio da parte del maresciallo Badoglio è seguita la brutale reazione tedesca, col regime d'occupazione inaugurato dall'internamento di oltre seicentomila militari.
Quel giorno ha mutato il destino di milioni di persone: alla guerra tradizionale si sommò la contrapposizione tra due Italie.
Per una ventina di mesi, nel territorio controllato dai tedeschi e dai collaborazionisti della Repubblica Sociale Italiana, renitenti, resistenti e fascisti combatterono una lotta senza quartiere né regole, che presentava i tratti tipici della guerra civile.
La storiografia ha prodotto una mole di pubblicazioni sull'8 settembre e gli studiosi hanno proposto interpretazioni antitetiche c'é chi ha inteso quella data fatidica come la premessa della ripresa dell'antifascismo, chi l'ha giudicata l'emblema del tradimento e chi la morte della Patria".
 



Un libro con immagini che rappresenta come la Storia li colse e come ne cambiò il destino.
L'8 settembre fu il giorno delle scelte. Di fronte al fuggi fuggi di Re e Governo, all'arresto di Mussolini ed alla duplice oppressione: nazisti al nord, americani al sud, ogni italiano dovette decidere da che parte stare o come non stare da nessuna parte. Ognuno pagò le sue scelte.
Questi i nomi dei singoli, che a loro modo hanno fatto la Storia con le loro piccole storie: Carlotta Lotte Frolich, Primo Levi, Franco Passarella, Giorgio Albertazzi, Nuto Revelli.
Si legge in un soffio.

domenica 16 febbraio 2014

John Carter


Se i libri sono introduzione ad altri libri - come suggerisce Eco ne "il nome della Rosa", i film cosa sono?
Contenitori di altri film e di altri libri, di leggende e miti, di azione e pensiero. 

Non a caso il cinema è stato soprannominato "la settima arte" dal critico Ricciotto Canudo (o era la sesta?), per la sua capacità di evocare con uno sguardo o una parola ciò che decine di righe scritte non saprebbero rappresentare.
John Carter parte da lontano: dal ribaltamento de "L'uomo che cadde sulla Terra" 1976 con un giovane David Bowie, per poi virare verso "il pianeta delle scimmie" con un primo incontro tra i "civili" umani e le progredite scimmie di un altro mondo. E come non ricordare "Mission to Mars", diretto da Brian De Palma dove una spedizione verso il pianeta rosso, scopre un antico legame tra la nostra civiltà e gli alieni ?

Sono molti i collegamenti tra i due mondi. Ma questo film, utilizzando diversi momenti temporali, riesce a darcene una visione completamente nuova, a partire dall'avvio del film in pieno far west ed al catapultare il nostro eroe nel mezzo di una guerra di civiltà sul pianeta Barsoon (Marte).

Facilitato dalla differente atmosfera diventa un supereroe capace di modificare il corso della Storia. Ma a qualcuno tutto ciò non piace affatto.
Il più grande flop della storia del cinema risulta comunque un bel film, con azione, effetti e scenografie degne dei soldini spesi per realizzarlo. 

L'arte di vincere

Billy Beane è un perdente, senza ombra di dubbio.
Nella vita e nello sport.
Ed è general manager di una squadra di baseball (gli Oakland Athletics) di perdenti, che privati di alcuni importanti giocatori e senza soldi è destinata a scendere rapidamente la china della classifica e finire nei gironi inferiori.
Film sullo sport ma non solo. "L'arte di vincere" è sicuramente un film sulla visione etica dello sport e della vita, è per alcuni, la visione dell'America: sempre disposta a credere al miglioramento collettivo.
Al fianco di un dispotico, folle e compulsivo Billy/Brad sempre intento a mangiare, trangugiare, sputacchiare qualcosa, c'è un altrettanto bravissimo Jonah Hill nel ruolo del laureato Peter Brand che, con la sua teoria statistica e dei giochi convincerà Billy ad abbandonare il sicuro terreno della tradizione per lanciarsi nell'incerto mondo dei numeri.
Non vi svelo il finale, è sicuramente un film atipico che non ha bisogno di un happy end per concludersi. Non è quello che deve trasmettere. Buona visione.