domenica 7 maggio 2017

Se 2800 unioni civili vi sembrano poche

Leggo su "La Repubblica" di oggi, che dopo l'approvazione della Legge Cirinnà o Legge n. 76/2016, vi sarebbero state "solo" 2800 unioni civili in tutta Italia.
Premesso il termine di paragone; il 3% della popolazione italiana è omosessuale, mica tutti sono obbligati a sposarsi... manco fosse un obbligo.
Aggiungo poi che, fosse stata anche solo una, l'unione celebrata, il significato di quella legge non era certo questo.
Perché i giornali devono per forza dare un senso negativo a qualcosa di così positivo e che anzi è stato frenato e limitato in tutti i modi?
E' triste notare come, gli stessi "benpensanti" che avversavano la legge, con argomenti tipo: finirà la famiglia tradizionale, si sfascerà la società per come la conosciamo, è la rovina del Mondo eccetera eccetera.... oggi controbattono dicendo: avete visto? Non serve a nulla, non la vuole nessuno, di "froci" che vogliono sposarsi non ce ne sono, quindi la legge è inutile e loro sono degli ingrati, dopo quello che abbiamo fatto per loro, pur forzando le nostre "giuste" convinzioni.
Dimenticano, questi signori, che questa legge è solo il primo piccolo passo, per riportare l'Italia al livello delle altre democrazie europee e dare dignità ad affetti ed amori sino a ieri, nascosti e negati...
Se 2800 unioni vi sembrano poche, pensate a 5.600 persone che hanno legittimato la loro felicità e poi dite se non è un bene.

venerdì 5 maggio 2017

Giardino di Palazzo Madama

 

 

Nel fossato di Palazzo Madama è stato realizzato un giardino, vera gioia degli occhi per chi sbuca dai seminterrati che contengono i reperti meno noti del museo di Palazzo. Leggo dalle indicazioni che lo riguardano che è stato realizzato seguendo le indicazioni degli spazi e delle essenze, secondo le indicazioni fornite dai documenti quattrocenteschi ritrovati nel Castello.
Nel giardino si distinguono un hortus (orto con peri, meli, verdure e ortaggi), un viridarium (bosco e frutteto, vi si produceva anche il vino per la mensa del castello) e un iardinum domini (giardino del principe da dedicare alla lettura). Inaugurato il 5 luglio del 2011, nasce con l'intento di valorizzare uno spazio altrimenti abbandonato ed al tempo stesso, riprendere il legame con la storia dell'edificio e della città.
Un'autentica bellissima scoperta, che vale da solo la visita del sito. Non pare nemmeno di essere al centro di una grande città, ma anzi...

Formazza, Antogorio, Divedro

 
Numero monografico di Meridiani Montagne, dedicato al triangolo di cime che in cima alla Valdossola si congiunge con il confine svizzero. Terra di dighe per la produzione di energia elettrica, di grandi e bellissime cime, di silenzi e solitudine. Terra di passaggio e di confine, terra infine di grandi elementi ambientali: ghiacciai, forre, laghi, punte estreme, rocce.... Insomma, non manca davvero nulla per meritarsi un numero dedicato... ed infatti eccolo qui, con il numero 78, uscito nel Gennaio del 2016, lo rileggo con calma in questi giorni a completamento di quello dedicato alla Valgrande del mese scorso.
Oramai, questi testi si articolano tutti allo stesso modo, benché quanto viene rappresentato cambi nella sostanza: una parte dedicata alle pareti rocciose, una ai ghiacci, una storica, una gastronomica, una agli uomini ed ai popoli, una al passato ed una al futuro... e poi l'ambiente che la fa da padrona, le salite con gli sci ai piedi, quelle con le ciaspole, quelle con gli scarponi, quelle con le scarpette, quelle nei torrenti... e poi i pericoli rappresentati da un errato sviluppo e le paure di non riuscire a cogliere lo sviluppo e vedere il declino dello spopolamento...
Tanti sono gli elementi che formano una rivista di questo tipo... alcuni ricorrenti, altri peculiari di una zona specifica... questa volta il comune denominatore è senza dubbio il Parco Naturale.
Quello dell'Alpe Veglia, quello del Devero, quello Svizzero dell'alta valle di Binn... che poi vanno a formare un'unica grande riserva naturale ove trovare ciò che ognuno desidera: buon cibo, grandi spazi in solitudine, ottima roccia per arrampicare, cime pochissimo frequentate e altre molto affollate, terme per rilassarsi, cultura, religione, sport...
 
 
Quando si parla di Alta Ossola, occorre sempre tener presente che oltre alla natura, anche l'uomo ha modellato il paesaggio: con le dighe, con la pastorizia, con la caccia, con il taglio dei boschi, con le cave a servizio delle città e dei monumenti, con le guide alpine e il passaggio di personaggi famosi... per non parlare poi delle presenze storiche che dalla preistoria hanno popolato questi luoghi, sino all'architettura del Portaluppi (con le sue bellissime centrali idroelettriche). E' il Toce (o la Toce per gli ossolani) che detta le regole. Con le sue "buzze" del passato (alluvioni e straripamenti) poi con il tempo sempre più controllate... con la sua forza modellatrice, con l'energia elettrica, con la pesca, con il trasporto fluviale.
Si pensi alle gole di Uriezzo, alla Cascata del Toce.
Tanti i centri abitati da visitare: Crdo, Baceno, Premia, Formazza, Crevoladossola, Varzo, Trasquera, Montecrestese. Terre di confine, di traffico ma anche di guerre (anche di religione, non a caso sono presenti Sacri Monti e chiese ovunque)... e poi la cultura Walser, ancora presente nelle scritte e nel dialetto (il Pumatterthitsch), nelle costruzioni alpine e nella gestione dei boschi.
Si parla del Parco, certamente, ma anche del progetto Ve.De.For. fortunatamente abortito.
Si parla del Monte Leone e della storia alpinistica delle Lepontine, della contesa con la Svizzera per l'Alpe Cravariola... luoghi sconosciuti ai più...
Troviamo poi le molte falesie: Balmalonesca piuttosto che la Punta della Rossa, la Falesia di Ponte Campo, le Pareti di Agaro, Balmafregia e altre ancora...
Si rammenta il tracciato dello Sbrinz (il formaggio) che ogni anno porta alcuni someggiatori, insieme ai loro animali a percorrere i 150 kilometri che da Lucerna portano a Domodossola, a ricordare l'antico sodalizio nato tra il Ducato di Milano (nel tardo medioevo) e i popolo Walser, nel commercio di prodotti di vario tipo... Infine come non ricordare Geo Chavez, il trasvolatore delle Alpi e la biblioteca Grossi a Domodossola... si conclude con un'articolo speciale dedicata ai formaggi ossolani...

 

martedì 2 maggio 2017

il Dossier

 
Timothy Garton Ash va a vivere a Berlino Est. E' il 1978. Ci resta sino a quando, a seguito di una sua pubblicazione, che critica la politica della RDT, ne viene allontanato.
Dodici anni dopo, a Muro caduto, ritorna in Germania e scopre che sul suo conto esiste un dossier, redatto dalla STASI e che è possibile visionarlo.
Questo è lo spunto per narrare di storia, comunismo, terrore, stato di polizia, ma soprattutto di memoria.
Intanto alcune info: Romeo è il nome in codice attribuito al sorvegliato; OPK-KTE-MFS-2889-81 il numero del fascicolo; dove OPK sta per Operative Personen Kontrolle. Controllo da personale operativo. Lo scopo di un OPK è quello di rispondere alla domanda "Chi è chi?". E' formato da un rapporto iniziale e da un piano di azione.
IM è un altra sigla importante. Inoffizielle Mitarbeiter. Letteralmente collaboratori non ufficiali, è un marchio infamante, come SS.
L'Ente GAUK, è l'Ente federale che si occupa degli archivi di sicurezza nazionale della ex RDT.
E' interessante, il continuo richiamo alla memoria. "Quello che noi chiamiamo la mia vita, non è che una versione costantemente riscritta del nostro passato. E' l'autobiografia mentale con la quale e per mezzo della quale ciascuno di noi vive. Ciò che davvero è successo è tutta un'altra storia".
D'altro canto, la memoria personale, come dice l'autore, è un interlocutore molto scaltro... Come afferma Nietzsche "Io ho fatto questo, dice la memoria, io non ho fatto questo, dice il mio orgoglio e resta irremovibile. Alla fine è la memoria ad arrendersi".
"Così ciò che abbiamo è niente meno che un'infinità di ricordi di ogni momento, evento o persona: ricordi che si trasformano lentamente, costantemente, col passare dei secondi, ma che ogni tanto mutano in modo improvviso, dopo qualche scossa o qualche rivelazione". Dicono che "il passato è un paese straniero a in effetti il passato è un altro universo...
Sulle spie e loro collaboratori: Leggenda è il termine della Stasi per definire una copertura...
Vi è poi nel testo un lungo passaggio della vicenda polacca di Solidarność nel 1981... vicenda che fa scrivere a Timothy "Dall'esterno di uno Stato in crisi ci si immagina che tutti debbano vivere sempre sull'orlo di un burrone; ma una volta all'interno, ecco la gente vestita normalmente che va in giro come al solito per i propri affari, e nelle strade tranquille va a fare la spesa, amoreggia e spettegola"...
Interessante anche il ragionamento sullo Stato e sul potere di impedire qualcosa a qualcuno "per la prima volta scoprii i persona che cosa si prova a non poter fare qualcosa che si vuole fare perché lo impedisce un governo"...
Verso la fine del 1996, all'epoca di uscita del libro, erano state evase 1.700.000 richieste di controlli da parte di aziende e 1.145.005 persone avevano fatto domanda per avere il loro dossier o l'esistenza dello stesso...
 
Cosa insegna questo libro? Una parte è sicuramente dedicata alla memoria: memoria personale, memoria auto indulgente delle spie, memoria scritta dello Stato... una parte all'incredibile ossimoro, "la chiave del tradimento è la fiducia", l'ultima infine è la banalità del male.... il terribile raffronto tra uno Staffenberg e un Albert Speer... in cui diventa evidente come "rendersi conto della validità relativa delle proprie convinzioni eppure difenderle senza indietreggiare"....
 
 
 

I volti e il cuore - Una mostra

Il Museo del Paesaggio di Verbania (quando è aperto) ospita una bellissima collezione di quadri rappresentanti la storia del territorio del VCO. Nobildonne, persone comuni, paesaggi, personaggi d'altri tempi, umili operai e lavoranti della terra. La mostra curata da Elena Pontiggia presenta la figura della donna e il mondo femminile nell'arte tra la fine dell'Ottocento e la metà del Novecento.
(cito dalla brochure) Numerosi gli artisti esposti, a partire da Daniele Ranzoni pittore della nobiltà e maestro indiscusso della Scapigliatura, movimento artistico, nato dopo la metà del 1800 e caratterizzato da una pennellata nervosa e agitata, proprio come i capelli di una chioma femminile scomposta, arricciata dal vento.
Altro protagonista è Mario Tozzi, fondatore a Parigi del "Movimento dei sette" con Campigli, De Pisis, De Chirico, Savinio, Paresce e Severino...

Vi sono poi autentiche chicche, come questo quadro rappresentante la quintessenza dell'amore, del desiderio bruciante, del proibito...
Ampio spazio anche alla scultura, già ben rappresentata dal bravissimo Troubetzkoy... qui invece con Arturo Martini, esponente del movimento artistico dei Valori Plastici, opere che vanno dagli anni 20 agli anni 40 del '900...

Ed infine opere di Mario Sironi,
Una natività molto realista...
il lavoro nei campi..
e dei bellissimi nudi...
Insomma, spunti sufficienti per una o più visite...
 






lunedì 1 maggio 2017

Split

Ogni volta che esce un nuovo film di Shyamalan la domanda che ci poniamo io ed Ezia è: "come verrà rovinato il film questa volta? quale è il finale che manderà tutto a puttane?" E' quindi con grande sollievo che posso infine scrivere che questa volta è andato tutto per il verso giusto...
Kevin convive con 23 personalità e per questo è in cura dalla dottoressa Fletcher... Quale delle sue personalità è quella che parla con lei? Quale quella che vive ogni giorno? E quale sarà quella che domina le altre, spingendo Kevin a compiere follie?
In attesa di scoprirlo, e con noi la dottoressa Fletcher, assistiamo al rapimento di tre ragazze... e ancora quale Kevin sta agendo? E cosa vuole? Nemmeno lui è in grado di saperlo, figuriamoci le ragazze...
A poco a poco, ci vengono dati in pasto piccoli indizi. il luogo di detenzione, buio e claustrofobico, la conoscenza di Kevin per gli animali e le loro abitudini, gli incontri con la Fletcher e la lotta delle personalità per emergere e chiedere un aiuto che non può arrivare...
Dall'altra parte, ci viene raccontato (con piccoli flashback) il passato di Casey, forse succube di un incesto da parte dello zio John... durante una battuta di caccia ai cervi nei boschi, approfittando della sua giovane età e della morte prematura del padre... sarà lei, l'unica a salvarsi... mettendo in pratica tutta una serie di strategie che derivano dalla sua conoscenza della vita e della sofferenza...
Lo stesso Kevin, oramai mutato sotto tutti gli aspetti, dovrà riconoscerlo e in un terribile finale che mi ha fatto venire in mente Carlo Cassola e "La ragazza di Bube": "È cattiva la gente che non ha provato dolore. Perché quando si prova il dolore, non si può più voler male a nessuno " la lascia libera... è questo che pensa Kevin (o meglio una delle sue personalità) quando si trova di fronte alla sofferenza altrui, riconoscendo la propria... é questo quello che anche noi capiamo... le personalità servono a difendere un solo Kevin (forse il bambino o forse la donna che albergano in lui?) certo è che Mc Avoy è semplicemente geniale nel sostenere su di sé tutto il peso del film e dei suoi interlocutori interiori... fantastico cameo nel finale, con un Bruce Willis in gran spolvero che ci ricorda Unbreakable.... come a farci sperare in un nuovo episodio di questo (finalmente) ottimo risultato di Shyamalan....

Ciao Ueli

E' morto facendo la cosa che più amava. Salire sulle cime. Cime che cercava di superare a velocità sempre più elevate, con un fisico incredibile ed una forza ineguagliabile.
Cose che la montagna non sa, anzi di cui la montagna si infischia bellamente...
Mentre saliva il Nuptse, sul massiccio dell'Everest, in cerca di un nuovo record, la montagna l'ha preso con se. Mille metri di volo... chissà se ha avuto il tempo di rendersi conto che era l'ultima sua impresa?
Lo si ricorda per quelle 2 ore e 47' per la salita in solitaria della nord dell'Eiger... o per aver salito tutti gli 82 quattromila delle Alpi in 62 giorni consecutivi... Se ne va un grande alpinista, uno che ha saputo spingere più in là i limiti umani... sapendo che c'era un prezzo da pagare sempre in agguato....
Piace ricordarlo sulle rocce e ghiacci che ha sempre amato... Ciao Ueli Steck.. hai raggiunto la cima.