domenica 26 aprile 2009

La banalità del male

I recenti fatti di cronaca a livello locale e nazionale, mi hanno fatto riflettere ancora una volta sulla banalizzazione del male.
In una spirale verso il basso, odio e intolleranza richiamano altro odio e altra intolleranza.
Parimenti paura chiama paura in una caduta dei valori e delle barriere necessarie ad una società per sopravvivere.
Ho letto un bellissimo intervento su varesenew che riporto: "La vita non può essere solo quella dei micro cosmi personali, quella del "fai da te" quotidiano dove conta solo avere personali soddisfazioni, ricchezza, benessere materiale. Quella che di fronte alla fatica trova subito le scappatoie delle sostanze stupefacenti. Che di fronte all'assenza di spiritualità trova i maghi e i sensitivi. Quella che di fronte all'insicurezza trova il bisogno dell'uomo nero e delle leggi speciali. Le persone, le famiglie sono lasciate sole al loro destino, stessa cosa vale per la scuola e via via per le poche altre realtà che lavorano nel campo educativo".
Dobbiamo opporci a questa "normalità".... La vita deve essere qualcosa d'altro. Altrimenti abbiamo perso. tutti.

i Templari