venerdì 19 novembre 2010

il criceto

Tutte le sere, appena scende il buio, il criceto del piano di sopra esce dalla tana e comincia a girare sulla sua ruota.
Il rumore stridulo riempe il silenzio.
Lui - il criceto - neanche ci pensa, continua la sua marcia verso il nulla, incolpevole ed inconsapevole delle mie paturnie.
Le prime volte mi dicevo: "ma va che ciuccio, se sapesse che tutto il suo correre non serve a nulla e lo porta da nessuna parte..." Poi con lo scorrere del tempo mi sono reso conto che lui, il Criceto é metafora della nostra vita, del nostro inutile affannarci.
Corri criceto, non badare alle mie paturnie; io essere pensante e quasi intelligente, che passo le mie giornate a correre più di te, dietro lo stesso obiettivo.

i Templari