giovedì 6 gennaio 2022

Blood red sky


Chiusi in un aereo, in corsa verso gli States, si affrontano anomali dirottatori e una donna vampiro (suo malgrado)... allo spazio claustrofobico si aggiungono i pericoli della quota, le armi, il particolare sadismo degli uomini e la sete di sangue del vampiro...
A farne le spese saranno i passeggeri... mentre a salvarsi, oltre ad un ragazzino (sveglio nevvero) anche un fisico arabo, dimostratosi umano sin dal principio.
Nel mezzo, la capacità della regia nel rendere avvincente quanto accade in questo spazio angusto, i colpi di scena e le azioni impreviste, fanno del film qualcosa di originale rispetto a simili prodotti visti in passato.

 

mercoledì 5 gennaio 2022

I libri del 2021


Purtroppo la malattia mi ha debilitato e rallentato nella mia più grande passione, la lettura... morale quest'anno "solo" 45 libri pari a 11.087 pagine... ne ricavo così una graduatoria che tiene conto del periodo, delle varie problematiche, della situazione generale... e ovviamente delle mie passioni.

1) Elogio delle erbacce - Richard Mabey
Ma sono così cattive le cosiddette "erbacce"? E se invece fossero nostre involontarie compagne di viaggio, capaci di riempire un vuoto creato dalla devastazione, dall'abbandono, siano riappropriazione, colonizzazione, ricostruzione? Se fossero appunto un avvertimento? A dirci in fondo che la natura sa riprendersi da qualsiasi devastazione e che anzi, certe condizioni gli permettono di ripartire? Tanta storia in questo libro, tante nozioni, quante sono le piante qui descritte, dalle più insignificanti a quelle note a tutti... gioia e dolore del nostro cammino su questa Terra, combattute, mai dome, in fondo amate.

2) Una sfida impossibile - Colin O' Brady
Coin O' Brady attraversa l'Antartide. E nel raccontarcelo scopre tutto sé stesso. Limiti e potenzialità, paure e debolezze... ma anche il grande, grandissimo coraggio e forza d'animo che lo hanno portato a compire questa follia. Un doppio racconto, in una natura disperante, folle ma che obbliga a guardare nel proprio io. In alcuni momenti è poesia.

3) Musicofilia - Oliver Sacks
Oliver Sacks è capace di donarci libri bellissimi, racconti del nostro io, del nostro cervello... del perché non funziona e cosa si prova a dover vivere in un corpo senza memoria... lo seguiamo in un'avventura che è in fondo quella di ognuno di noi. Attraverso i racconti delle disavventure dei suoi pazienti scopriamo le potenzialità inaspettate capaci di emergere di fronte alla malattia. 

4) Il libro completo degli scacchi - Chicco Porreca
L'insana passione di quest'anno: gli scacchi. E come non iniziare dal principio? La storia, i metodi, i trucchi, le regole, i campioni... una vera miniera di eventi, storie e racconti di ogni tipo... perché siamo di fronte al gioco più violento che esista.

5) J. Williams - Stoner
Può la descrizione di una vita apparentemente piatta, svolta nello stesso luogo, facendo sempre e solo la stessa cosa - peraltro amata - dare luogo ad un romanzo così potente? Si può. Williams con Stoner fa letteratura e della migliore qualità. Leggere per credere.

6) Misbehawing - Richard H. Thaler
Non esiste solo l'homo economicus, gli Econ (come si ama dire in economia)... esseri prevedibili anzi prevedibilissimi... Thaler, premio Nobel di Economia del 2017 ci racconta un'altra storia... che tocca molti tasti. dal piccolo acquisto che scatena guerre interiori a scelte che condizionano una vita intera... a dimostrazione che esistono gli Human, con il loro carico di imprevedibilità... alla faccia dell'Economia e delle sue menzogne!

7) Una terra promessa -  Barack Obama
Quando uno degli uomini più potenti del mondo si racconta in prima persona e racconta eventi che ancora non sono Storia ma Cronaca, questo libro non può certo passare inosservato. I momenti speciali, le grandi sfide, le battaglie vinte e quelle perse, i perversi e feroci sentieri della politica americana... tutto ci viene descritto in modo semplice e comprensibile. Quasi un romanzo se non fosse tutto vero. Che spessore rispetto al più recente Trump e che carisma rispetto al mite Biden... Bah.

8) Racconti di caccia - Mario Rigoni Stern
La caccia che viene narrata da Mario Rigoni Stern non è sport ma passione. E' una lotta contro sé stessi, contro la fame, la stanchezza, il sonno, il freddo, sapendo che bisogna essere giusti al momento giusto, sapendo che alla base non c'é tanto il rapporto con l'animale, quando con il selvatico, la preda. Racconti ove la violenza, che pervade il nostro mondo e quello animale, non è mai gratuita ma necessaria.

9) Il re della pioggia - Saul Bellow
Il romanzo di un'incredibile avventura nel mondo africano, fatta da un americano ricco e insoddisfatto, capace di raccontare tutto con una punta di ironia sempre fresca. Saul Bellow qui scrive il suo capolavoro, pubblicato nel 1959 ancora oggi moderno, fresco, vorticoso, stare dietro alle avventure di Eugene Henderson enorme uomo bianco catapultato in terra d'Africa (e che Africa) diventa quasi impossibile... ridere per credere, ma il finale è commovente.

10) Laicità - Giovanni Boniolo
Per poter parlare di laicità e per applicarla occorre conoscerla, conoscere i dettagli, i trucchi, gli inganni, gli inciampi e le sviste... imparate quelle potremo finalmente decidere da che parte stare. Ottimo libro che affronta argomenti quanto mai attuali, anzi, intramontabili.




martedì 4 gennaio 2022

Joker


E' politica degli ultimi anni, quella di dare una forma, un volto ed una storia ai "cattivi" di turno.
Antagonisti e facce speculari dei supereroi buoni, i cattivi svolgono un ruolo fondamentale, quello di voler portare il caos, il disordine, l'anarchia o un nuovo ordine... Il cattivo di turno, il Joker, cerca il riscatto ad un'infanzia di dolore, abbandono, abusi e cosa brutte brutte brutte...
Assistiamo così, in questo crudo ma bellissimo film, alla genesi di Joker, l'uomo che, desideroso di far ridere il prossimo, si accorge che la società non solo lo rifiuta, ma se deve ridere, lo fa a spese sue, del suo desiderio... finiamo quasi (dico quasi) per immedesimarci nella sua metamorfosi... e anche se non ne apprezziamo il finale, dobbiamo parteggiare per questo povero personaggio, che diviene lupo tra i lupi... Batman, che a causa della morte dei genitori, diventerà il paladino dei poveretti, in fondo è l'altra faccia di una stessa medaglia... quella di un mondo che vivrebbe benissimo senza entrambi... meditate gente, meditate...

 

lunedì 3 gennaio 2022

Jurek


 Che dire di Jerzy Kukuczka, se non che ha rappresentato l'alpinismo povero, quello dell'altro lato del muro, che non solo ha dovuto combattere contro le montagne e le insidie della quota, ma e soprattutto, lottare contro la mancanza cronica di denaro e fondi necessari per salire (vedi Messner, la bestia nera di Jerzy)... il cui soprannome, Jurek appunto, da il nome al film documentario che Netflix presenta.
Ricordo Kukuczka perché lo trovavo spesso su Alp, la rivista che ha rappresentato il mio lato selvaggio, l'appartenenza (anima e corpo) alla parete... quella rivista mensile da divorare per scoprire ogni volta qualcosa di nuovo, quando internet non esisteva ancora e tutto era affidato alla carta stampata...
Grande Jurek, immenso, se paragonato ad altri grandi del momento. Un vero alpinista capace di sacrificare qualsiasi cosa (compreso la propria vita) pur di raggiungere la cima... 

domenica 2 gennaio 2022

Due gennaio al Forte di Orino


Difficile resistere alla tentazione di iniziare l'anno con due passeggiate sui tracciati domestici. Scegliamo così di percorrere il tracciato che dall'Osservatorio porta al Forte di Orino... poca gente all'andata, moltissima al ritorno... giornata calda, anzi caldissima per la data.
Che la meteo stia andando a rotoli è un dato di fatto, questi episodi lo confermano. Non oso pensare cosa avremo quest'estate...
Bosco devastato dall'incendio di oltre due anni or sono, piante cadute, abbattute, morte... unica cosa bella resta l'immensa vista che dal Rosa abbraccia l'intera pianura oggi coperta dalla nebbia... spuntano da Milano i grattacieli di Citylife e poco più... sullo sfondo le Alpi liguri...
Bianca e Daniele a farmi compagnia... Buon Anno!

 

sabato 1 gennaio 2022

Non è un paese per vecchi


Da tempo aspettavo di vedere questo film. Complice la mano dei fratelli Coen, mi aspettavo colpi di scena e qualche marachella... trovo viceversa un film robusto nella struttura, con una sua morale, anzi due o tre, ben rappresentate dai protagonisti (buoni e cattivi).
Quando i due Coen si mettono all'opera sono capaci di giocare con il "profondo" di ciascuno dei personaggi dei loro film, rendendoli interpreti di azioni, pensieri e filosofie di vita da cui è difficile sottrarsi.. sia che si parteggi o si sia contro... ed è davvero difficile prendere posizione, perché non esiste il male assoluto così come non esiste il bene assoluto... esistono eventi, cause e concause, episodi in cui incappiamo e che ci obbligano a prendere posizione, nel bene e nel male... 
I tre protagonisti del film fanno esattamente questo... uno ci casca letteralmente dentro, un altro lo fa di mestiere e non vorrebbe esserne coinvolto, oramai amareggiato e vicino alla pensione, l'ultimo, il cattivo aggiunge al suo compito un pizzico di cattiveria (forse inutile, forse necessaria) che lo fa odiare ma solo fino ad un certo punto...
Tutto ruota intorno ad una borsa con due milioni di dollari, frutto di uno scambio di droga andato male, al confine tra Texas e Messico... ci incappa un quasi onesto tipo molto tosto, ex marine, vive alla fortuna e quei soldi potrebbero essere la svolta della sua vita... ma commette un errore e diventa ben presto preda di una caccia senza quartiere... il cattivo lo insegue seminando morte sulla sua strada, il poliziotto vorrebbe non dover gestire la vicenda... e in effetti non fa molto, anzi diciamo che non riesce nemmeno a proteggere chi aveva promesso di aiutare... la morte quando avviene è rapida, in altri casi si lotta, ci si fa male... ognuno mantiene saldi i propri principi - non importa quanto giusti - perché ne ha bisogno per sopravvivere in un mondo oramai senza valori. 

Gomorra - Serie 5


E così siamo al capitolo finale (per fortuna). Nelle prime quattro stagioni ne abbiamo viste di tutti i colori, rasentando il ridicolo con una incredibile e improponibile trama che oramai stava in piedi solo perché il gergo intraducibile (lo dico con una punta di umorismo, intendiamoci) rendeva la stessa interpretabile a piacere..
Ma lasciamo il passato ai posteri, occupiamoci invece dell'attuale stagione, composta di dieci puntate... ove si vede che vi è stata una lavorazione, una larvata idea, un progetto che tocca molti fronti (senza risolverne alcuno) e che finisce esattamente come ci aspettavamo finisse.
Ma veniamo alla trama e poi cerchiamo di trarre qualche conclusione. Semmai...
Gennaro, che all'inizio vive da recluso in una buca, braccato dalle forze dell'ordine, si libera finalmente dei Levante... nel fare questo si avvale della nuova figura del viscido "O' Munaciello".. nel frattempo riappare Ciro (non è un caso che sia detto "L'immortale - Immurtal per gli amici), noi lo sapevamo già perché abbiamo visto lo Spin Off ma Gennaro detto Genny, che nel frattempo stava alla macchia lo scopre per caso... lo rincontra, lo abbraccia, gli giura eterno amore e poi lo fa chiudere in un ex prigione vaticinando per lui la prigionia perenne... il vitto e l'alloggio però non piacciono a Ciro che, in modo rocambolesco (novello Conte di Montecristo) riesce a fuggire e ricostruire un gruppo di fuoco (si rivede Sangue Blu, questa volta con un occhio solo)... presto la situazione degenera e l'Immortale ascende e trascende sino ad essere scambiato per Gesù Cristo redivivo in Terra... un Gesù dei cattivi ovviamente... ma di quelli perdenti, dei bassifondi, dei vicoli... quelli disposti a tutto pur di riprendersi un pezzo di topaia, perché poi è di questo che si tratta... un cesso di posto, in cui degrado pubblico e benessere esibito (privato) convivono senza fastidio reciproco dei relativi abitanti...
Occorre ora abbandonare per un'istante la trama per fare un piccolo excursus sociologico necessario ad afferrare la vicenda e dare un significato al finale.
Parafrasando Tolstoj, "tutte le famiglie felici si assomigliano", non tutti i cattivi si assomigliano... certo i mezzi sono gli stessi, ma il fine è diverso... prendiamo la guerra dei due clan... da una parte abbiamo il delinquente Gennaro Genny Savastano, Boss figlio di antica schiatta di altrettanti Boss, è il delinquente per antonomasia... al potere dello Stato lui antepone il potere, le regole e l'economia della Camorra, non vuole la rivoluzione, non vuole casino, rogne, è pronto ad accomodare tutto, fa affari con le persone oneste, si fa prestare soldi dagli operatori economici "sani" e glielo chiede pure per favore, promettendo benessere per tutti... non può proporre rivoluzioni, o miracoli... ma un contro-Stato...
Diversa è la figura di Ciro, qui esagerata sino a farne un Santo... lui è il fuorilegge della situazione. Non vuole convivere con lo Stato, lui raccoglie i poverazzi dei bassifondi proponendo loro libertà, benessere, riprendersi qualcosa che gli è stato sottratto (ma di cui nessuno è in grado di dire cosa sia)... il fuorilegge vive fuori dalle regole e questo per Gennaro basta e avanza per farne un nemico, un ostacolo... 
Il tentativo, neanche tanto larvato, di gettare in affetto omosessuale, il rapporto tra Genny e Ciro... oltre a non riuscire credibile, finisce per svilire l'intera storia... qui c'é un legame tra amici-nemici... che ne hanno passate tante insieme e contro e che faticano ad immaginare una vita senza il relativo avversario... si promettono ogni genere di bengodi, di paradiso in terra se insieme, ma non fanno nulla per realizzare questo legame.. anzi.. se non ci fosse di mezzo la criminalità, i morti ammazzati eccetera... si direbbero due bambini che non vogliono smettere di giocare...
Veniamo infine allo Stato, alle Forze dell'ordine, alla legalità... vista da entrambe le parti come un fastidio da sopportare.. un poco come la grandine per i contadini... sai che arriva, la temi, la odi. la sopporti e la maledici... finito.
Lo dimostrano certi dettagli, quando (spoiler) viene rapito il figlio del magistrato che sta cercando Gennaro... i cattivi si dicono tra loro... "lo sai che rischiamo trent'anni"... no ma fammi capire.. e quello che fai tutti i giorni cosa ti fa rischiare invece? Qualcosa non torna... o si? Traduco, se ci ammazziamo tra cattivi va bene, sono affari nostri... dar fastidio allo Stato no... quello va lasciato fuori dai giochi, sia perché innocuo, sia perché altro rispetto alla nostra realtà di banditi...
Concludo la trama... soliti tradimenti, soliti ammazzamenti, personaggi sbaditi... che girano intorno ai due protagonisti... lacrime nel finale di fronte al piccolo Pietro allontanato forzatamente dai genitori... sperando che il finale venga rispettato (spoiler) non potrei rivedere un Ciro resuscitato per la terza o quarta volta... davvero... no grazie. Si conclude la storia camorristica più famosa di tutti i tempi.

Agamben - il libro