venerdì 26 dicembre 2014

Grand Budapest Hotel

Non credo vi sia una sola scena di questo film che sia stata girata in esterno.
Fatta la dovuta premessa, non si può rimanere affascinati di fronte a questo film che sa molto di dolce da pasticceria (il colore delle scatole di dolci Mendl's come il color confetto dell'albergo) ma che racconta una vicenda triste in un luogo triste.
Intrigante la serie di flashback che ci riportano indietro nel tempo.
Scopriamo che oggi vi è il ricordo di uno scrittore, che poi ci appare negli anno '80 e ci riporta negli anni '30 con il racconto.
Ed è un racconto di un Europa che certo non esiste più ma che ha conservato sotto altra forma e voce gli antichi tratti di ostilità e pregiudizio.
Bellissima e rocambolesca la fuga dal carcere e la solidarietà tra concierge dei vari Hotel che collaborano per permettere a Monsieur Gustave di difendersi da un torto.
Fantastica Madame D. - alias Tilda Swinton - che pur da morta riempie la scena per tutto il film.
Anche in carcere troviamo persone buone - seppur paurosamente solo apparenza pericolose - e incredibilmente acculturate, mentre fuori i delinquenti, siano essi ricchi sfaccendati o militari in divisa nazista, proliferano indisturbati.
Assolutamente da vedere.

Che ci faccio qui?