sabato 23 novembre 2013

Ruggine Americana

Lo sfondo è il disastro americano odierno. Lo spirito è quello della Frontiera, ma la sensazione è più simile a "Furore" di Steinbeck. Scappare, tradire, mentire, uccidere, rubare: ogni opzione è valida pur di sopravvivere al lento affondare nella rinuncia di un intera nazione. Quindi solo Poe, incarcerato ingiustamente trova il coraggio di diventare uomo. E solo Isaac, dopo la fuga riesce a tornare indietro pronto a sostenere la sua parte di colpa. Quello che troveranno è una sorpresa.
Un ottimo esordio per Philipp Meyer e un bel romanzo che riesce a descrivere dalla parte dell'uomo comune il venire meno del mito americano e la fatica necessaria per ritrovare un punto da cui ricominciare.

GIulio Regeni? Amen...