domenica 29 settembre 2013

Matango il mostro

Oggi vi parlerò di un film particolare, un cult del cinema: Matango il mostro.
Film giapponese del 1963, diretto da Ishiro Honda (che ha diretto tra l'altro i vari Godzilla e di cui mutua di conseguenza una serie di elementi tipici della filmografia giapponese del periodo).
7 amici (ma lo sono sul serio?) viaggiano in mare su un lussuoso yacht. Alla deriva dopo una tempesta giungono su un isola sconosciuta e nebbiosa.  Trovano un relitto ove si accampano. manca il cibo e le speranze di riprendere il mare e salvarsi sono legate alla possibilità di lottare uniti: ma questo non avviene.

La paura di fondo è sicuramente legata alla pulizia degli ambienti, al timore di funghi e batteri ed alla mania tutta giapponese per l'igiene per contrastare germi, sporcizia e malattie (un film così nei paesi anglosassoni sarebbe stato frainteso).
Altro costrutto di fondo è l'accostamento pulizia esterna, pulizia morale: chi perde la propria dignità mangia i funghi e si trasforma.
La nave piena di muffa viene ripulita, ma quando prevale l'odio e la fine della moralità la muffa ritorna a simboleggiare la perdita di purezza.
A cedere, fateci caso, sono per primi coloro che già sono privi di moralismo e deboli.
Rubarsi il cibo, venderlo come al mercato nero, cercare di soddisfare le proprie voglie senza freni inibitori evidenzia che la maledizione del fungo non può essere altro che la normale conseguenza (quasi un Dorian Gray al contrario) ovvero la mutazione in qualcosa di repellente.


Non a caso nel finale, l'unico sopravvissuto ammette la sua debolezza che, oltre a marchiare la sua coscienza, ne ha deturpato il viso.
Lento nelle scene, intelligente nella suspense, cosa non è se non l'ennesimo film di paura: rumore di passi, maniglie che si aprono, la fame come sfondo e arma che distrugge le certezze, la paura del diverso (ma ancora, quanto diverso ?), l'attacco finale dei mostri, quasi una catarsi della malvagità che prende il sopravvento.


Sappiamo fin dal principio come andrà a finire e lo sanno tutti i personaggi del film, eppure nulla viene fatto per evitare l'epilogo. Interessante infine il flashback che spiega come personaggi così diversi si trovino imbarcati in questa avventura. 
Per la cronaca: il film ha fatto nascere un interessante merchandising.

Matango car
 Matango triciclo ?

Referendum? no, grazie.