martedì 2 giugno 2020

Fojorina e altre piccole cime

 Altra gita in terra lombarda. Questa volta Cima di Fojorina e dintorni. Con Beppe e amici, vado a conoscere posti a me ignoti eppure non lontani. Certo non sono le cime ossolane, ma il fascino dei luoghi, discreto, le luci ed i colori appaganti, i pendii dolci e lunghissimi… i laghi in lontananza… e ancora più lontane le mie amate cime. Fantastica giornata da ricordare.









 

























sabato 30 maggio 2020

Vicolo del Mortaio

Vicolo del Mortaio, pubblicato nel 1947, é la descrizione lievemente ironica e distaccata, della vita quotidiana che si svolge in un vicolo del Cairo, durante la seconda guerra mondiale.
Mahfuz ci offre il vivido ritratto di un'umanità dolente, spesso molto misera: lo sfruttatori di mendicanti che procura mutilazioni definitive dietro compenso; il proprietario del caffè, esacerbato da un'inclinazione omosessuale e dall'assuefazione alla droga; il giovane barbiere che vuole santificare il suo amore per il Vicolo attraverso quello per una ragazza, Hamida; e poi Hamida stessa, nella cui volontà di fuga dallo squallore del suo quartiere natio è adombrata la ribellione radicale, l'impronta di un eterno e universale "esser-giovani", in opposizione ad ogni forma di immobilità.
Mahfuz rappresenta tutto ciò con semplicità e insieme con esotica raffinatezza, dosando i dialoghi e i momenti di riflessione in modo da lasciare sempre un varco tra un episodio e l'altro.
In ultimo, é la vita, nella sua nudità essenziale e drammatica, a imporsi a tutti come una sorta di riequilibratore deus ex machina. (tratto da libro)
 
Apparso nel 1947, letto almeno 30 anni or sono, ora riletto volentieri.
L'ironia certamente, capace di stemperare la crudezza della misera vita del Vicolo.
L'accettazione del proprio destino, a cui ci si oppone senza una ferma volontà. L'accettazione soprattutto degli anziani, che consci del proprio fallimento, cercano di frenare gli entusiasmi dei giovani… e infine sopra tutti Abbas, il barbiere che si immola per amore, e Hamida, che pronta a tutto per uscire dalla miseria, accetta la prostituzione.
Uno spaccato di un mondo lontano nel tempo e nello spazio, un racconto lieve e feroce… capace di farci ridere, sorridere, ma anche riflettere.

domenica 24 maggio 2020

La paranza dei bambini

Spero davvero che l'età dei bambini che frequentano la malavita napoletana sia più alta di quella degli interpreti del film. Lo dico da ignorante della materia, perché il contrario sarebbe davvero mostruoso.
In una società ove, i genitori sono assenti, le figure di riferimento sono delinquenti incalliti, lo Stato o non c'é o é fonte di punizioni (peraltro non capite, subite come ingiuste), è quasi naturale crescere con altri valori: il soldo facile, il rispetto, la violenza come unico dialogo, l'appartenenza al clan… il reato finisce per non essere riconosciuto come tale, ma piuttosto come regola, come messaggio per gli altri.
Di violenza in violenza, lo scadimento dei valori è evidente, l'odio chiama odio, la vendetta chiama vendetta, la morte altrettanto.
E quando si giunge alla fine, quando l'unica alternativa pare essere la fuga, un posto nuovo dove illudersi di scappare, ecco che la legge del clan, il richiamo della famiglia si fa sentire… e si resta legati a vicoli sporchi e malfamati, a pochi piccoli spazi che ti illudono di essere padrone e re.
Ottima storia, non sempre tutto è comprensibile (ma questo non è un documentario), ma alla fine, un'idea ce la siamo fatta, eccome.

Ritorno al Futuro III

Si pesca a piene mani nell'immaginario americano, nella sua Storia, nei suoi miti passati e presenti, nell'idea che ha forgiato la nazione più forte del mondo…
E questo episodio (il terzo) della più divertente saga legata ai viaggi nel tempo, è oramai Mito!
Dopo il primo bellissimo film (un cult da vedere e rivedere), un secondo davvero cupo (basato su un futuro distopico e dispotico) eccoci alla terza divertentissima edizione, anche se con un forte calo di idee nel finale.
I nostri eroi Marty McFly e Doc, si ritrovano intrappolati nel West… un periodo ove la legge… vabbè, diciamo che lascia un poco a desiderare… l'acqua da bere fa schifo, nei saloon le sputacchiere volano, le diligenze si assaltano all'ora stabilita, la gente festeggia come può e la frontiera è oramai quasi tutta scoperta.
Come tornare a casa, con i pochi mezzi a disposizione, evitare di essere sparacchiati dal cattivo di turno, e trovare l'amore?
In un concatenarsi di eventi… a volte forse un tantino assurdi, facciamo grasse risate sulla contaminazione passato/futuro, come quando Marty accenna ad un passo di danza rubato a Michael Jackson, oppure quando si fa chiamare Clint Eastwood e ruba l'idea del pezzo di stufa da usare come corazza nello scontro a fuoco, dall'uso di termini sconosciuti per l'epoca (ehi tu, non fare il Rambo!) all'invenzione di gadget assolutamente inutili e inappropriati… insomma, si ride, come se non ci fosse un domani… o forse si?

The Debt

Girovagando tra le varie proposte delle piattaforme digitali, mi imbatto in questo titolo, leggo la trama (che come al solito non dice nulla, mi piacerebbe sapere chi è quel mentecatto che le scrive, a meno che questo compito venga svolto da un risponditore automatico, da un computer privo di RAM o anche solo di fantasia) e decido di lasciarmi tentare. Bene, ne è valsa davvero la pena, regalandomi oltre un'ora è mezza di tensione, azione, rabbia e disperazione.
Un'ottima trama che regge, un doppio montaggio (la Berlino in mano ai sovietici, poco dopo la Guerra, l'Israele odierna, l'Ucraina del dopo muro), una storia feroce ma godibilissima.
Bravissimi gli attori, nel recitare (finalmente qualcuno che lo sa fare) cadenzato e senza un attimo di tregua il filo rosso che lega passato e presente.Si comincia nel passato, spie del Mossad alla ricerca di aguzzini nazisti, da rapire e portare in Israele... la missione riesce, ma solo parzialmente.. e allora occorre inventarsi qualcosa per non far venir meno l'onore dello Stato, e quello delle spie… ma certi debiti si pagano, certe bugie non durano in eterno…. e quando, come dal nulla, riappare il nazista fuggito alla cattura, occorre rimediare all'errore, cercare di non far cadere il castello di menzogne che ha costruito l'intera vita di persone e comunità.
Spettacolare descrizione dell'ambiente del Mossad, ricostruzione avvincente della Germania vinta e sotto il giogo sovietico, lettura delle tensioni e delle tentazioni che le spie devono subire, non in nome del profitto ma della dignità e giustizia di una nazione.

venerdì 22 maggio 2020

Elogio della Follia

Costui, più brutto di una scimmia, si vede bello come Nireo; Quell'altro si crede un Euclide perché traccia tre linee con il compasso.
Follia è la grande parata della presunzione umana, una stravagante e affollata esibizione delle debolezze, delle perversioni, dei sogni, delle illusioni dell'umanità.
Questo "Elogio", scritto da Erasmo nel 1509, dopo un lungo viaggio in Italia, rappresenta ancora oggi un eccezionale tesoro.
In esso è la follia in persona che tesse le sue lodi, smascherando falsi sapienti ed eccentrici illusionisti, tutti presi in una rete di discussioni oziose e inutili.
Un'opera moderna, che invita gli uomini a togliersi maschere e orpelli e a mostrarsi così come sono: splendidi nella loro follia. (tratto dal libro).
 
Perché scrivere un elogio alla Follia? Semplicemente per parlare di tutto ciò che è il suo opposto e scoprire così che, semplicemente non esiste. Che Follia è tutto l'agire umano e che, un testo scritto all'inizio del 1500 è attuale, anzi attualissimo!
Le piccole e grandi follie umane ci vengono illustrate, quasi un secondo viaggio di Dante in una triade, Inferno, Purgatorio, Paradiso… tutto però sulla Terra, tutto molto reale… e, alla fine del racconto, non possiamo che provare tenerezza per questo imperfetto essere umano…
 
 

sabato 16 maggio 2020

State of Play


Decisamente un buon film. Bisogna ovviamente accettare una serie di compromessi, tipici della macchina cinematografica. Il principale è che il politico, la moglie del politico, il giornalista che indaga su di loro… non solo si conoscono… ma tra loro c'é un segreto… mica tanto segreto.Insomma… quasi una questione di famiglia, che finisce però di diventare il centro di una vicenda che coinvolge politica, mercenari, corruzione, omicidi… e via di questo passo.Ma, come sempre, di fronte ad una storia che pare avere un ovvio risvolto, se ne cela un'altra, più sottile, più torbida, che solo il giornalista Cal McCaffrey/Russell Crowe riesce a scorgere… che fare allora? difendere il suo amico? salvare la moglie del di lui dallo scandalo? Crisi di coscienza che peseranno sino all'ultimo fotogramma.Ancora una volta - dal cult "Tutti gli uomini del presidente" o al più recente "il Caso Spotlight" i giornali, i giornalisti, la politica, fanno da sfondo ad una storia tutta americana… difficilmente esportabile nel panorama italiano… Perché quindi la storia dovrebbe piacere? Perché da un lato è tradizione… si ripropone il dualismo "politica sporca - giornalismo pulito"... dall'altro si introducono elementi nuovi che tengono tutto in bilico sino all'ultimo. Da vedere si, senza dubbio.