Gita a Maisons du Monde. Bello perdersi nelle mille interpretazioni del vivere la casa. Belli i ninnoli e gli arredi proposti. Meno belli i prezzi decisamente elevati. Guardare non costa niente e così mi diverto un sacco. Speriamo che tante belle cose trovino riscontro economico più consono all'attuale crisi dei consumi ed alle vuote tasche degli italici utenti...
lunedì 15 dicembre 2014
domenica 14 dicembre 2014
Fateci caso
Fateci caso: appena un opinionista pubblica un articolo a seguire si apre un dibattito. E fin qui nulla di strano, ma ripeto fateci caso, alla terza opinione tutto vira in rissa.
Irrimediabile, deleteria, inutile, scazzante, rissa.
Se l'opinionista solleva un dibattito sui rimedi per uscire dalla crisi, ci sarà sempre qualcuno che proporrà di tagliare la testa, le mani, il ciccio a qualcun altro e peggio comincerà ad insultare gli altri partecipanti al dibattito stesso.
E allora vai di "ladro", "furbo" tu voti per quello, fascista e comunista, sei del PD, voti 5 Stelle eccetera eccetera.
Bagarre da cui ovviamente non solo non si salva nessuno, ma peggio nel polverone più totale finisce la stessa possibilità di trarne un punto di vista e una benché minima idea.
Motivo? Abbiamo perso la capacità di argomentare, smarrito la serenità di dare un giudizio alle cose e non alle persone; abbiamo una tale frustrazione e odio per le opinioni altrui che ne desideriamo le peggio cose...
Altra ottima ragione per non partecipare ad alcun scambio di opinioni. Ci ho provato qualche volta e il risultato è stata una sfilza di insulti gratuiti... se avessi replicato oggi sarei morto.
The Rock - il film
E così ci confrontiamo con "The Rock", film del 1996 e diretto da Michael Bay con un cast di tutto rispetto: Nicolas Cage, Sean Connery, Ed Harris, David Morse e via discorrendo.
Un generale offeso per il comportamento scorretto, tenuto dal suo Paese nei confronti dei marines usati per missioni segrete, decide di usare Alcatraz come base per minacciare il lancio di missili armati con gas mortale.
Contro di lui e i suoi uomini, viene inviata una squadra improbabile, formata dal Dottor Goodspeed (Cage) chimico, Patrick Mason (Connery) spia britannica appena liberata da una prigione americana e marines che però muoiono quasi subito, lasciando campo libero ai nostri due.
Metà del film racconta in parallelo la presa di Alcatraz e la creazione della squadra che deve liberarla (notevole l'inseguimento in auto del riottoso Mason) la seconda parte è un continuo combattimento per evitare il lancio dei missili e rintuzzare gli attacchi reciproci.
Ben congegnato e con molti colpi di scena, benché permeato dei soliti luoghi comuni (marines che agiscono come automi, i buoni che sembrano inservienti del Mulino Bianco) non dà tregua e si giunge al termine della vicenda evitando la minaccia. Boom!
S.M. Maggiore - mercatini
Partiamo dal principio: a questo mercatino ci manca lo spazio fisico. Se tu costringi 200 bancarelle in un budello ove ce ne stanno la metà e dove il transito dei pedoni è inferiore ad una pista ciclabile, poi non devi lagnarti se 30.000 persone si trovano a tentare di essere trascinate da una parte all'altra del paese senza riuscire a capire né dove ci si trovi né cosa venga esposto.
Ecco quel che è successo: domenica mattina, si decide di andare in montagna dai miei e cammin facendo, nota la presenza concomitante del mercatino natalizio di Santa Maria Maggiore, li ci si reca. E' il più grande del Piemonte, qualcosa vorrà ben dire.
Già dall'uscita di Domodossola la coda di auto si ingrossa, con un serpentone a passo d'uomo che risale la Val Vigezzo. Pur prendendo viuzze laterali, ci ritroviamo all'inizio della predetta valle nel gruppone in salita... Arriviamo al parcheggio e con agile guizzo troviamo un posto libero, subito veniamo assaliti da un imbecille che teme noi si scappi senza pagare i 3 euro di sosta... Dopo una breve ma intensa lite e pagato il dovuto (a cui non intendevamo sottrarci, sia chiaro) ci incamminiamo.
Una bolgia senza pari ci attende, un carnaio umano che mentre procede, cerca di capire in quale girone infernale si è cacciato. Si aggiunga che, una volta infilatisi nel budello, non vi è modo di uscirne, impossibile anche solo voltarsi.
Anche i cani si guardano intorno sbigottiti, e non aggiungo altro.A confermare l'inferno ecco il fuoco.
domenica 30 novembre 2014
Maleficent
Mettiamola così: gira che ti rigira, gli uomini escono distrutti da questa rilettura di una delle più antiche e amate fiabe di tutti i tempi: "La Bella Addormentata".
Una lettura fatta dal punto di vista della strega cattiva, che poi cattiva non è, o meglio non era, sino a che un uomo non la inganna e le toglie le ali.
Ma si sa, i cattivi loro malgrado hanno una punta di bontà imprescindibile, che spunta fuori quando meno te l'aspetti e che ci fa ben sperare nel doveroso finale.
Finale che non è un "e vissero tutti felici e contenti", si perché solo alcuni vissero e solo alcuni altri furono infine felici e contenti.
Non gli uomini, non il principe azzurro, buttato fuori in malo modo dalla porta dopo aver maldestramente dimostrato l'assenza di amore (e che amore poteva essere se non quello falso falsissimo delle fiabe?) necessario a risvegliare con un bacio Aurora!
Begli effetti speciali, richiami ecologici e pseudo pagani, a tratti si va oltre, alla fine si piega sul "solo l'amore di mamma può salvarci" e via di questo passo.
Re Stefano un violento, folle, infingardo e approfittatore, le fate una massa di cretine, Aurora buona per decreto e tonta quanto basta. Solo Malefica si salva e piega il film a suo favore, e noi pur tra mille distinguo e spiazzati dalla rilettura della fiaba, non possiamo che stare dalla sua parte. Amen.
Necropolis
E se tutto il percorso, compiuto dagli interpreti di Necropolis, non fosse altro che un viaggio allucinato a ritroso nella coscienza e nei suoi stati di percezione della realtà, che solo il sottosuolo, metafora del grembo materno può dare?
E tutto il girovagare, inoltrarsi, girare in tondo, perdersi e scoprire, null'altro che la metafora della vita e dei suoi errori, cui l'uomo deve in qualche modo rimediare?
Ancora una volta, un susseguirsi di riprese "telecamerine" o "telecameresche" trasformano la percezione della realtà in altro, in lontano e vicino, in terribile e morboso, e così la ricerca della pietra filosofale, capace di trasformare gli oggetti in oro, ma anche di garantire vita eterna, diventa pretesto per un triplice percorso: nella storia, nella percezione della realtà, nel proprio io e nei suoi incubi.
Non siamo in fondo tutti noi in viaggio nella caverna, grotta o cunicolo che è il vivere quotidiano?
E non siamo noi soli, di fronte agli altri ma prima di tutto di fronte a noi stessi?
La mia è una delle molte letture possibili in questo film che mescola storia e scienza, mito e realtà, sogno e incubo.
Si, un buon film e buone recitazioni ove non è scontato neppure il finale, anche se percepiamo che per salvarsi è necessario guardarsi dentro.
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