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sabato 8 novembre 2025

Connessi a morte


In un mondo in cui la rete non è più solo contorno ma campo di battaglia, Michele Mezza ci conduce con "Connessi a morte" dentro la trasformazione radicale della guerra, dei media e della democrazia.
Con linguaggio agile ma rigoroso, l'autore rintraccia fatti geopolitici e riflessioni critiche; dalle esplosioni che cambiano una mappa militare al potere algoritmico che trasforma ogni connessione in un potenziale bersaglio.
La provocazione del titolo è il filo rosso del saggio: l'intimità digitale, la tracciabilità dei corpi, l'uso della tecnologia come arma - tutto smette di essere marginale.
La mobile war trasforma così il Web in un poligono di tiro permanente, dove ognuno può essere cecchino o vittima.
Mezza non si limita a descrivere: invita il lettore a sentirsi dentro il cambio di paradigma, a non ignorare la "negoziabilità sociale dell'algoritmo".
Pur trattandosi di un volume breve, il testo non sacrifica la profondità: l'autore riesce a portare il lettore dall'attacco terroristico alla manipolazione digitale di campagne elettorali, mostrando come la democrazia stessa sia in gioco.
Il contrappunto tra media tradizionali e nuove forme di potere digitale viene affrontato con efficacia e vivacità senza perdersi in tecnicismi sterili.
In definitiva "connessi a morte" è un saggio essenziale per chi vuole comprendere il presente senza illusioni: un invito a guardare oltre lo schermo e a domandarsi chi, oggi, comanda la comunicazione - e la vita - nell'epoca della cybersecurity.
Un libro che lascia il segno, tanto per professionisti quanto per lettori curiosi. 


Posizione 110 - Agnizione - Riconoscimento improvviso di un personaggio che determina un cambiamento nell'azione scenica o romanzesca. Riconoscimento dell'identità di qualcuno.

Posizione 129 - La connettività., quello spazio digitale in cui si ritrova la stragrande maggioranza di una popolazione, è oggi il punto di attacco che permette di pianificare una rivoluzione dall'alto, che autorizza un leader a creare il proprio popolo.

Posizione 358 - In questo gigantesco videogame selettivo sta mutando drasticamente la geometria dei poteri: la tecnocrazia prevale sulla democrazia, e nella tecnocrazia la datacrazia, ossia le élites che controllano la tracciabilità delle informazioni che rilasciamo, prevalgono in ogni percorso di decisioni private o deliberazioni pubbliche.

Pagina 1235 - contrariamente a quanto sostiene la visione ingenua, l'informazione non ha un legame essenziale con la verità e il suo ruolo nella storia non è quello di rappresentare una realtà preesistente. La sua caratteristica distintiva è la connessione più che la rappresentazione.
L'informazione é ciò che collega punti diversi in una rete. L'informazione non ci informa necessariamente sulle cose, organizza piuttosto le cose in una qualche conformazione.

Pagina 1392 - Ora la domanda che riprenderemo più avanti è: uno Stato può importare senso comune o, ancora peggio, principi etici e morali da un fornitore che ha allevato l'intelligenza che trasmette al suo cliente? E, se no, quali sono le procedure che possono assicurare un'autentica affinità del bot al contesto civile in cui è chiamato ad operare?
Abbiamo così individuato un tema fondante della politica, e dirimente per l'idea stessa di democrazia: natura e controllo dello Stato al tempo della riproducibilità del senso e dell'etica, avrebbe detto Walter Benjamin.
Proprio questa friabilità del nesso fra la struttura etica di una comunità organizzata e il senso comune che la unisce é la causa di quella crisi della democrazia rappresentativa che verifichiamo in Occidente.

Posizione 1396 - Proprio questa friabilità del nesso fra la struttura etica di una comunità organizzata e il senso comune che la unisce è la causa di quella crisi della democrazia rappresentativa che verifichiamo in Occidente.

Posizione 1850 - La domanda che ci siamo posti è: se al fondo di una menzogna umana c'é l'interesse di un individuo che tenta di divincolarsi da una stretta della realtà, al fondo della bugia di un algoritmo cosa c'é?

Posizione 2247 - Stefano Rodotà, l'insigne giurista, difensore della privacy, diceva che "non tutto ciò che è tecnicamente possibile è eticamente accettabile".







 

domenica 27 aprile 2025

Senza eredi - libro


La nostra è la prima epoca senza eredi.
Non riconosciamo eredità da trasmettere.
Nessuno continuerà l'opera, nessuno salverà quel che poteva e doveva essere salvato.
Il tempo non è galantuomo ma smemorato: non renderà giustizia.
Viviamo tra contemporanei senza antenati né posteri, uniti solo dal vago domicilio della stessa epoca; non consorti, al più coinquilini occasionali.
E' l'epilogo coerente di una società senza padri divenuta società senza figli.
E ciò vale a partire dagli autori e dalle loro opere.
Per reagire a questa amnesia, cancellazione ed emorragia, Marcello Veneziani ha composto una raccolta di settanta miniature di saggi, succinte biografie, profili non convenzionali, in vari casi sconvenienti.
Da Pascal a Vico, da Leopardi a Manzoni, da Baudelaire a Proust e a Kafka, da Vattimo a Ratzinger, fino ai pensatori e agli scrittori più vicini a noi e viventi.
Prima di loro, a essere senza eredi sono i classici, i grandi del passato, cancellati o abbandonati, quando non maledetti.
Siamo scesi dalle spalle dei giganti senza eredi non è possibile nemmeno un pensiero nuovo, rivolto al futuro e all'essenziale, in grado di superare la nostra società dell'oblio che tende a perdere il senso critico, la cultura e l'umanità.
La vera sciagura del presente non é l'avanzata dell'intelligenza artificiale ma la ritirata della intelligenza umana.
Non resta che ribellarsi a questa china riscoprendo un diverso destino.

Posizione 11 - L'iperconnessione tecnologica e l'ipoconnessione umana sono un tratto saliente della condizione umana in cui la tecnologia fa compagnia a chi è solo e isola chi è in compagnia.

Posizione 414 - La solitudine è una sovranità senza regno. L'amicizia è un legame senza sovranità.

Posizione 429 - Ogni discepolo porta via qualcosa al suo maestro, spiega Oscar Wild nel "Ritratto di Dorian Gray", in cui teorizza: "influenzare un individuo significa dagli la propria anima... egli diventa un'eco della musica di qualcun altro, uno che recita una parte che non è stata scritta per lui".

Posizione 507 - L'amore non corrisposto è una morte in vita.

Posizione 514 - Nella ricerca proustiana del tempo perduto, la morte di chi ti è caro o lo svanire del passato, tra i dolori che arreca, dona però un piacere: quel che resta nella memoria degli affetti é un ricordo selettivo, il meglio, ciò che davvero merita di essere salvato, la sintesi squisita di quel che fu.

Posizione 1602 - Kafka riconosceva la superiorità del male sul bene, anche sul piano della conoscenza: "il male conosce il bene, ma il bene non conosce il male". L'asimmetria malefica della vita. I due peccati capitali dell'uomo, per Kafka, sono l'impazienza e l'inerzia. Tutti gli altri discendono da questi; a causa dell'impazienza gli uomini furono cacciati dal paradiso, a causa dell'inerzia non possono tornarci.

Posizione 1786 - Giovanni Gentile. In "Genesi e struttura" si profila il suo pensiero comunitario: la comunità non accomuna solo i viventi, ma anche chi ci ha preceduto e chi ci seguirà. E' il filo della "tradizione". La filosofia ne é la sua coscienza: in fondo all'Io c'é un Noi; che è la comunità a cui egli appartiene, e che é la base della sua spirituale esistenza, e parla per sua bocca, sente col suo cuore, pensa col suo cervello. La comunità è presente come legge interna all'individuo.

Posizione 2562 - La poesia è una forma di preghiera; abita in un posto segreto dell'uomo e gli dona altri occhi, altre orecchie.

Posizione 2674 - Quando penso che non m'innamorerò, ormai, più / che non soffrirò, ormai, più per amore / mi sento un morto a cui batte il cuore.

Posizione 3457 - Oggi gli scenari sono globali e individuali, ma le classi sociali non servono più: sono fluttuanti, indefinibili, magmatiche. Si è proletari rispetto ai benestanti, però si diventa ceto medio rispetto ai migranti.

Posizione 4253 - A un narratore chiediamo di portarci via di qui, di farci vedere un'altra vita, o comunque con altri occhi sotto altra luce.
A un pensatore, invece, chiediamo di portarci nel cuore delle cose, di farci capire chi siamo e dove siamo, di darci le chiavi per entrare nell'essenziale o per ricercarlo, tra libertà e destino.

Gli eventi sono soltanto la schiuma delle cose. 

Eppure è una bestia cattiva, l'uomo, a volte brutale, vive tra rabbia e dolore, è mortale, e sfoga la sua mortalità infliggendola agli altri. Pensa di scaricare il male sul prossimo. E così lo moltiplica.





 

venerdì 14 marzo 2025

Rivista Vita - La pace siamo noi


Quelli che seguono sono spunti.. spezzoni di articoli tratti qui e lì dalla rivista VITA.

il volontariato italiano individuale e organizzato come "un'impressionante giacimento di gratuità".
Porta le cifre del valore economico e sociale che queste attività libere e non retribuite generano e denuncia: il paradosso è che proprio là dove si costruiscono esperienze reali di bene e di relazioni buone, non si è liberi di farlo.
Questo giacimento di energia dovrebbe essere la prima opera pubblica: libera dalla burocrazia.

Byung - Chul Han: Crisi della narrazione. Lo storytelling è diventato pervasivo, soffocante, ma quel che è peggio, è che non racconta più nulla, o raccolta molto poco.
Molto poco di noi, di cosa siamo, del mistero che ci costituisce e che ci interroga.

Episteme: il pensiero che pensa la verità
Episteme: Etica: Cultura; volontariato.
La cultura è relazione, sguardo sul mondo, senso di appartenenza, vita comunitaria, usanze, credenze, tensione al bene comune, amore per i figli, dubbi e certezze, e attitudine a sganciarsi dall'immediatezza, dal qui e ora e dal tutto e subito, per dirigere la mente e il cuore verso un altro, verso ciò che trascende l'istante e a esso dà senso.
Le disuguaglianze di tutti i tipi: reddituali, educative, abitative, sanitarie, energetiche, di integrazione, costituiscono il tarlo principale per la tenuta delle democrazie liberali.

Ipotesi: tassare gli algoritmi




 

Disabilità - Rivista


La lettura richiama il percorso del D.lgs. n. 62/2024 come "il primo passo innovativo nella presa in carico della persona con disabilità, come detto dalla Ministra della Disabilità Alessandra Locatelli.
Ma a quali condizioni sarà veramente una rivoluzione nei servizi e nella quotidianità delle persone con disabilità?
Come non cadere nella retorica?
Progetto di vita: garantire dignità, inclusione, pari opportunità, valorizzazione della persona.
C'é l'aspettativa di un superamento di un welfare di protezione, basato su interventi settoriali mirati ad arginare o compensare la condizione di disabilità per costruire un Welfare di valorizzazione della persona, strumento di cittadinanza vera e propria.
Il cambiamento riguarda anche le persone con disabilità: è tempo di andare oltre il "tutto mi è dovuto in quanto persona con disabilità".
La condizione di disabilità si noterà sempre meno e verranno valorizzate le idee e il protagonismo delle persone.
Però sono necessarie due condizioni: risorse adeguate e un cambiamento culturale grande.
E' la persona con disabilità a scegliere.
Il servizio è solo una parte del progetto di vita.
La programmazione deve essere la sommatoria dei singoli desiderata delle persone.. una sorta di vestito cucito addosso.
Ragionare in termini di progetto di vita significa essere protesi verso finalità future: nei servizi tradizionali invece spesso il futuro non c'é ci si concentra solo sulla risposta ai bisogni dell'oggi.
Gli assistenti sociali si spogliano del potere di decidere gli interventi per aiutare le persone a capire e scegliere la propria vita.
Le persone con disabilità e le famiglie chiedono di poter essere protagoniste potendo contare su professionisti competenti e servizi che si pongono in ascolto e li supportino nelle scelte aiutandoli a raccontare in modo nuovo la propria prospettiva di vita.
Smettiamo di parlarne e iniziamo a progettare con un grande lavoro preparatorio.

 

sabato 8 marzo 2025

Vivere con ChatGPT


Steve Jobs - Restate affamati, restate folli.
Con l'intelligenza artificiale il sapere umano può essere assimilato e ritradotto all'infinito, permettendo a ciascuno di riappropriarsene magicamente.
Semantica Distribuzionale: il senso delle parole piò essere dedotto da statistiche complesse di parole che lo circondano. 
Le probabilità: con l'intelligenza artificiale il sapere umano può essere assimilato e ritradotto all'infinito, permettendo a ciascuno di riappropriarsene magicamente.
Semantica distribuzionale: il senso delle parole può essere dedotto da statistiche complesse di parole che lo circondano. Relazione delle parole tra loro.

Dal momento che ChatGPT si basa su un'analisi probabilista nutrita da miliardi di esempi del mondo in cui una parola deve comparire dopo un'altra, le sue produzioni sono la media perfetta dei nostri modi comuni di parlare, le frasi che il nostro cervello ha imparato: la lingua.

ChatGPT non è l'inizio ma il conseguimento di un processo multi millenario e la matematizzazione e l'automatizzazione del pensiero.

Gunther Anders: l'uomo è antiquato. concetto di vergogna prometeica. sensazione di pericolo che proviamo di fronte alla scienza.

L'intelligenza aumenta con il numero, la saggezza con il gruppo.

Egregora: entità del pensiero collettivo
Noosfera: intelligenza collettiva

Aristotele - Politica
C'é una sola condizione che permette di immaginare che i capi possano fare a meno dei subordinati e i padroni degli schiavi. Questa condizione esisterebbe se ogni strumento riuscisse a compiere la sua funzione o dietro un comando o prevedendolo in anticipo, come dicono che fanno le statue di Dedalo i i Tripodi di Efesto.

Sfida tra metodo scientifico e data scientists

Counterfactual regret - Rimpianto controfattuale - riconsiderare e migliorare le proprie risposte.

Premio Loeber - premia il miglior Chatbot umano. 
Cartesio: penso dunque sono. Unico modo per dimostrare la realtà del mondo.

L'intelligenza umana è quello che le macchine non hanno ancora concluso

Naturalmente ChatGPT é ancora sprovvisto di persistenza (rinasce ogni volta che lo invochiamo), di memoria, (ricorda solo conversazioni di durata limitata) e di intenzione (é tagliato fuori dal mondo), tutti limiti imposti per essere sicuri di domarlo come l'animale di un circo che, dopo ogni numero, viene riportato nella sua gabbia.


 

IA e strategia italiana - uno studio

Un'interessante excursus sul divenire dell'IA in Italia. Una relazione firmata AGID per capire cosa si intende fare e dove saremo tra qualche anno. Tutto chiaro? Diciamo che almeno le basi ora ci sono.. Si tratta di tradurre la strategia in realtà cominciando ad operare quella trasformazione necessaria della società per poter affrontare la tempesta che l'IA saprà generare..
Una sfida certo, che può essere vinta.. o persa malamente.. A noi la scelta.

 

martedì 18 febbraio 2025

Chat GPT - una guida


Ma perché ammazzarsi di fatica per capire come funziona Chat GPT?
Perché solo il dominio dell'uomo sulla macchina consente il controllo del proprio futuro.
Lamentarsi dell'incomprensione, della difficoltà, o peggio usare in modo superficiale strumenti innovativi è quanto di peggio si possa fare... quasi peggio che rifiutarli.
Quindi forza, studiamo, leggiamo, applichiamoci, sempre un passo avanti, sempre, come diceva Maldonado, inseguendo "il futuro della modernità".. in una perenna gara a non rimanere indietro.

 

martedì 11 febbraio 2025

Smart City - Rivista

Da diversi anni si accenna al termine di Smart City, Un termine che è tutto un programma... un termine che dice tutto, suona bene, riempie la bocca di chi lo pronuncia, ma poi è tutto da riempire... anzi è in divenire.
Cominciamo con il termine city. La città declinata in inglese.. ma la città è poi realmente la city? forse non meglio parlare di Land? allora accontentiamoci di parlare di un aggregato di persone che vivono insieme e condividono uno spazio, dei servizi, una comunità forse... ed allora perché Smart? Perché la potenza dei servizi erogati porterà a semplificare la vita di tutti, risparmiare energia e tempo, garantirà maggiore sicurezza e permetterà di vivere meglio. 
Questo è SMART. Ma come si ottiene? Con strumenti che controllano il traffico, che monitorano l'acqua, la corrente, il gas, erogano servizi online, permettono video conferenze, migliorano i tempi della città, permettono alle persone di incontrarsi, comunicare, gestire, con meno fatica ed in modo ordinato.. controllano l'inquinamento, il caldo, il freddo, la luce... eccetera.. ne saremo all'altezza?

 

sabato 1 febbraio 2025

Intelligenza artificiale e progettazione


E così, quando oramai non ci contavo più, riesco ad intrufolarmi a questo corso sull'intelligenza artificiale (IA) e progettazione sociale per imparare a capire davvero cosa ci aspetta in futuro? Forse è meglio dire, cosa ci sta accadendo ora.
Sono sempre stato amante della novità tecnologiche e delle macchine... figuriamoci se mi tiro indietro. Bravo, anzi molto bravo il relatore, Luca Viviani ingegnere, che con parole semplici riesce a farci capire che cosa esattamente abbiamo di fronte.. le potenzialità e i limiti di questo moderno strumento destinato a cambiarci (volenti o nolenti) la vita.
Decido poi di sottoscrivere un contratto base con ChatGPT e cominciare così a farlo lavorare... è davvero incredibile, ha delle potenzialità - molte ancora da esplorare - che possono permetterci di dare una svolta al nostro quotidiano operare.. a condizione di conoscere bene i PROMPT e il loro agire... quindi riassumo: il problema è uno solo... imparare a fare le domande. farle bene, farle secondo un senso logico o in alternativa interagire per costruire un percorso logico.. cosa non banale credetemi.. per chi crede che non useremo più il cervello, non è affatto così.. lo useremo di più, ma per fare altro, per pensare realmente alle cose importanti lasciando ad altri il lavoro sporco. Provare per convincersi.

 

martedì 15 agosto 2023

Unknown - Soldati robot


Capita che, a fronte di una lettura (nel caso specifico l'era dell'intelligenza artificiale) il tuo canale televisivo ti proponga un documentario televisivo sullo stesso argomento.
Quello dei soldati robot, dell'intelligenza artificiale che sta prendendo il controllo delle nostre armi e delle strategie di difesa/attacco e che ovviamente sta cambiando totalmente il paradigma della Guerra e degli equilibri per come li abbiamo conosciuti sino ad ora.
Vincere questa competizione significa avere il predominio su ogni avversario, ma anche delegare alle macchine scelte che sino ad oggi erano in mano agli esseri umani... nel bene e nel male.
Gli aspetti - sottili - che fanno la differenza tra una guerra più o meno giusta ed una totalmente impersonale, ma non meno drammatica sarà una serie di 010101... prima di farlo, suggerisco ai nostri politici una profonda riflessione.

sabato 12 agosto 2023

L'era dell'intelligenza artificiale


Alla fine del 2017 un algoritmo di intelligenza artificiale ha collezionato una serie di vittorie schiaccianti a scacchi scegliendo mosse che la mente umana non è nemmeno in grado di assimilare o utilizzare.
Qualche anno più tardi, i ricercatori del MIT hanno annunciato la scoperta di un nuovo antibiotico ottenuto grazie all'intelligenza artificiale che era riuscita ad individuare proprietà molecolari sfuggite alla concettualizzazione e alla classificazione degli scienziati.
L'intelligenza artificiale sta conquistando sempre più terreno nella ricerca, nella medicina, nell'istruzione e in molti altri campi.
Ma con quali conseguenze? Secondo l'ex segretario di Stato americano Henry Kissinger, l'ex amministratore delegato di Google Eric Schmidt e l'informatico e decano del MIT Daniel Huttenlocher, presto l'umanità si ritroverà ad imboccare un sentiero molto pericoloso, poiché l'IA sta cambiando il pensiero, la conoscenza , la percezione, la realtà e di conseguenza il corso della storia.
Nonostante la velocità con cui avanza e progredisce, l'IA non è infatti governata da principi e concetti morali che la contengano e le diano dei limiti, sicché la sua rivoluzione può assumere pieghe inaspettate e condurre a esiti imprevedibili.
Interrogandosi sui prossimi scenari possibili, tre fra i pensatori più autorevoli e lucidi di oggi, riflettono così sull'intelligenza artificiale e su come stia trasformando il nostro modo di sperimentare la realtà. la politica e la società in cui viviamo.
In queste pagine Kissinger, Schmidt e Huttenlocher non spiegano soltanto cos'é l'intelligenza artificiale, ma cosa rappresenta: un terreno di gioco fondamentale che determinerà gli assetti geopolitici futuri.

Quanti sconvolgimenti comporta l'applicazione dell'IA? Sicuramente innumerevoli. Ma come al solito la domanda è una sola: siamo pronti ad affrontare, gestire, convivere ed accettare questa novità?
Credo che siano necessarie tre cose: conoscenza, limiti e regole. 
Senza di quelle non si va lontano. Soprattutto con un interlocutore nuovo come l'IA.

Seguono alcuni spunti:

Lo storico settecentesco Edward Gibbon descrisse un mondo in cui le divinità pagane servivano per spiegare i fenomeni naturali fondamentalmente misteriosi che erano ritenuti importanti o minacciosi.

Quando è contestualizzata l'informazione diventa conoscenza.
Quando la conoscenza impone convinzioni diventa saggezza.
Ma internet sommerge gli utenti con le opinioni di migliaia e persino milioni di altri utenti, privandoli della solitudine necessaria per una prolungata riflessione che, storicamente, ha condotto allo sviluppo delle convinzioni.
Come diminuisce la solitudine, così diminuisce anche la fermezza, non soltanto per sviluppare convinzioni ma anche per rimanervi fedeli, specialmente quando esse richiedono di percorrere strade nuove e quindi spesso solitarie.
Soltanto le convinzioni - unite alla saggezza - permettono alle persone di accedere a nuovi orizzonti ed esplorarli.
Il mondo digitale è poco indulgente nei confronti della saggezza: i suoi valori sono plasmati dall'approvazione, non dall'introspezione. Questo mondo pone necessariamente in dubbio il presupposto fondamentale dell'illuminismo, ossia che la ragione è l'elemento più importante della coscienza.

L'umanità ha sempre sognato di avere un aiutante, una macchina capace di svolgere diversi compiti con la stessa competenza di un essere umano. Nella mitologia greca il fabbro divino Efesto forgiava automi capaci di svolgere compiti umani, come il gigante di bronzo Talos che pattugliava le coste di Creta e la proteggeva da eventuali invasioni.

L'intelligenza artificiale non ha coscienza di sé, Non sa ciò che non sa.

In questo processo ordine e legittimità sono collegati; l'ordine senza la legittimità equivale semplicemente alla forza.
 

lunedì 14 novembre 2022

Le non cose


Sottotitolo: Come abbiamo smesso di vivere il reale.
Non abitiamo più la Terra e il cielo, bensì Google Heart e il Cloud.
Il mondo si fa sempre più inafferrabile, nuvoloso e spettrale. Abbiamo perso il contatto con il reale.
E' necessario tornare a coinvolgere lo sguardo alle cose concrete, modeste e quotidiane. Le sole capaci di starci a cuore e stabilizzare la vita umana. 
Una massa di informazioni ci investe ogni giorno. Come ogni inondazione, anche questa agisce sulle nostre esistenze, spazza via confini, rimodella geografie. Ormai sono i dati e non più le cose concrete a influenzare le nostre vite.
Le Non Cose stanno prendendo il sopravvento sul reale, sui fatti e la biologia.
E così la realtà ci appare sempre più sfuggente e confusa, piena di stimoli che non vanno oltre la superficie.
Con la consueta lucidità e veemenza Byung-Chul Han critico severo ma acuto della contemporaneità, ci offre una peculiare e sferzante riflessione sulla comunicazione, la Rete e il futuro che stiamo costruendo.

Un libro fortemente condizionato dalla filosofia tedesca, da cui l'autore attinge a piene mani.
Alcuni spunti sono necessariamente forzati per dare vento alle vele del suo ragionamento.. tuttavia alcuni passaggi non possono che essere condivisi.
Mi viene da trarne due nozioni importanti: La prima è che non tutto quello che arriva dalla Rete sia da buttare. La conditio sine qua non è necessariamente saper usare lo strumento per ampliare la nostra conoscenza del mondo reale.
La seconda è che, fortunatamente dopo un primo approccio entusiasta, anche la Rete perde feeling. Si riduce a rumore di fondo... certo, fastidioso. Ma sempre di fondo. Sta a noi trovare i motivi per vivere una vita piena e consapevole. 

Colti qua e là...
Pagina 92 - I riti sono tecniche temporali di accasamento. Fanno dell'essere nel mondo un essere a casa.
Sono nel tempo ciò che le cose sono nello spazio. Essi stabilizzano la vita strutturando il tempo.
Sono architetture di tempo: rendono il tempo abitabile, calpestabile come una casa. Il tempo che precipita in avanti non è abitabile.
Pagina 117 - Se ogni cosa è preventivabile, la felicità scompare. La felicità è un evento che si sottrae a qualsiasi calcolo. Vi è un legame interiore tra magia e felicità. La vita prevedibile e ottimizzata è priva di magia, quindi di felicità.

 

domenica 26 giugno 2022

The midnight sky


Nel 2049 la Terra è ad un passo dalla distruzione. Un astronomo malato, decide di restare alla base antartica in cui lavora piuttosto che nascondersi nel sottosuolo per salvarsi da una inevitabile guerra atomica... piano piano capiremo il perché della sua scelta e i legami che vi soggiacciono...
Interpretato e diretto da George Clooney, fa dei primi piani e delle emozioni non dette la cifra di un film che altrimenti dovrebbe essere annoverato tra i catastrofici...
Complice un ambiente spettrale -  il ghiaccio della calotta - ed uno vuoto - lo spazio stellare - tutto è demandato alle espressioni dei protagonisti... un equipaggio spaziale alla deriva ed uno scienziato in preda ai suoi demoni... mentre la Terra va verso la fine...
A poco a poco ci vengono dati gli elementi per capire e per accettare il finale, di speranza, nonostante tutto.

martedì 8 giugno 2021

ll mondo senza di noi

Abbinato insieme ad un DVD con uguale titolo (ma molto minore contenuto e spessore), questo interessante testo fa il punto tra il "nostro" ambiente, quello cioè da noi modellato ed usato e un ipotetico mondo senza di noi... L'esito è straziante... nemmeno sparendo dalla faccia della Terra garantiremmo la sopravvivenza della stessa... la nostra dipartita - voluta o meno - sarebbe quasi inutile... Certo l'ambiente farebbe tanto... dal ritorno degli animali, alla ricostruzione di alcuni ecosistemi e la sparizione di altri, dalla rivoluzione di tutti quegli esseri - domestici o meno - che gravitano intorno a noi (topi, gatti, cani, uccelli, blatte, ecc.) dalla distruzione delle città, l'allagamento del sottosuolo, il crollo delle dighe, l'esplosione delle centrali atomiche, la lentissima sparizione degli inquinanti da noi prodotti... eccetera eccetera... Il libro narra di un prima (come era), di un durante (cosa abbiamo combinato) e di un dopo (cosa resterà)... molto interessante per sgombrare il campo da semplicistiche visioni di sparizione... bisogna invece lavorare a ridurre sempre più l'impronta ecologica, ridurre il numero di figli, di animali mangiati, di terre distrutte, di petrolio consumato... ridurre la nostra terribile bramosia di avere... ci riusciremo? il libro non lo chiede... ma ci dice quale è il costo nel non voler rispondere a questa domanda.
 

giovedì 14 gennaio 2021

2010 L'anno del contatto


Fare un film di fantascienza nel 1984 presupponeva tenere conto, per forza, della situazione in essere: l'URSS, rantolando stava sparando le ultime cartucce... poi sarebbe arrivato Reagan, le guerre stellari, la folle spesa militare (insostenibile per l'URSS)... ma nel frattempo, ecco il film che cerca di mettere d'accordo Russi e Americani... mentre il mondo è di fronte ad una possibile guerra, gli astronauti delle due superpotenze condividono l'astronave, insieme a paure, dubbi e speranze... e il monolite, quello già incontrato in "2001 Odissea nello spazio" è ancora lì, insieme ad HAL9000 (clone di IBM di cui precede le lettere).... tanta semplicità, qualche colpo di scena, effetti speciali all'altezza del periodo... godibilissimo e divertente.... Grandissimo Roy Scheider, che dalle spiagge e dagli squali si avventura nell'universo sconosciuto... Tratto dal romanzo di Arthur C. Clarke è un bel film senza tanti fronzoli e certa autocelebrazione odierna...

domenica 22 novembre 2020

La Fisica di Star Trek

La fantascienza come Star Trek non è solo un buon divertimento, ma assolve anche uno scopo serio, che è quello di espandere l'immaginazione umana. 
Non siamo ancora in grado di arrivare là dove nessuno è mai giunto prima, ma almeno possiamo farlo mentalmente...
La fantascienza di oggi è spesso la scienza di domani.
La Fisica di Star Trek merita certamente di essere investigata. Limitare la nostra attenzione a questione terrestri equivarrebbe a fissare dei confini allo spirito umano.
Queste parole sono di Stephen Hawking, il grande fisico padre dei buchi neri e autore di uno dei tentativi più avanzati di unificazione della teoria della gravitazione con la meccanica quantistica.
Ma Hawking non è il solo fisico appassionato di Star Trek.
Fra i grandissimi si possono ricordare anche i premi Nobel Stephen Weinberg e Shedon Glashow e il teorico della teoria della relatività Kip Thorne.
In generale i temi di fisica toccati nella serie sono oggetto di lunghe discussioni  informali tra fisici e studenti di fisica nelle pause per il caffè ai congressi e negli intervalli a scuola.
La serie però ha avuto fin dai suoi inizi un successo grandissimo non solo fra i fisici, ma anche presso un pubblico molto eterogeneo.
A che cosa si deve questo straordinario interesse per la serie, che ha reso popolari personaggi come Kirk Spock, McCoy, Scott, Picard, Data, e che ha dato un'apparenza di realtà ai tunnel spaziali, al teletrasporto, al ponte ologrammi, ai motori a curvatura, agli ammortizzatori inerziali, ai raggi traenti, ai cristalli di dilitio?
Le storie di Star Trek, che raccontano le missioni dell'astronave Enterprise nella Galassia, sono ambientate nei secoli XXIII e XXIV. 
Gli autori di Star Trek si sono sforzati di immaginare quale potrebbe essere la sorte dell'uomo fra tre - quattrocento anni, in una Galassia ormai aperta a volo spaziale e popolata da varie civiltà intelligenti. 
Nel nostro futuro, come nel nostro presente, la scienza ha una posizione di grande rilievo.
Ma in che misura a fantascienza di oggi può essere la scienza di domani? 
Krauss che non è insensibile al fascino di Star Trek, ha approfittato di questa splendida occasione, al confine fra scienza e fantascienza, per spiegare la fisica di oggi e tentare di prevedere la fisica di domani.
Al seguito della mitica astronave Enterprise, in missione permanente per conto della Federazione, Krauss ha esplorato i questo libro affascinante i misteri della fisica e quelli dell'universo, e ci ha offerto un prezioso strumento per trovare nuovi motivi di interesse nella visione di Star Trek.
(liberamente tratto dal libro)


 

domenica 24 maggio 2020

Ritorno al Futuro III

Si pesca a piene mani nell'immaginario americano, nella sua Storia, nei suoi miti passati e presenti, nell'idea che ha forgiato la nazione più forte del mondo…
E questo episodio (il terzo) della più divertente saga legata ai viaggi nel tempo, è oramai Mito!
Dopo il primo bellissimo film (un cult da vedere e rivedere), un secondo davvero cupo (basato su un futuro distopico e dispotico) eccoci alla terza divertentissima edizione, anche se con un forte calo di idee nel finale.
I nostri eroi Marty McFly e Doc, si ritrovano intrappolati nel West… un periodo ove la legge… vabbè, diciamo che lascia un poco a desiderare… l'acqua da bere fa schifo, nei saloon le sputacchiere volano, le diligenze si assaltano all'ora stabilita, la gente festeggia come può e la frontiera è oramai quasi tutta scoperta.
Come tornare a casa, con i pochi mezzi a disposizione, evitare di essere sparacchiati dal cattivo di turno, e trovare l'amore?
In un concatenarsi di eventi… a volte forse un tantino assurdi, facciamo grasse risate sulla contaminazione passato/futuro, come quando Marty accenna ad un passo di danza rubato a Michael Jackson, oppure quando si fa chiamare Clint Eastwood e ruba l'idea del pezzo di stufa da usare come corazza nello scontro a fuoco, dall'uso di termini sconosciuti per l'epoca (ehi tu, non fare il Rambo!) all'invenzione di gadget assolutamente inutili e inappropriati… insomma, si ride, come se non ci fosse un domani… o forse si?

venerdì 3 aprile 2020

Homo Deus

Nella seconda metà del XX secolo l'umanità é riuscita in un impresa che per migliaia di anni è parsa impossibile: tenere sotto controllo carestie, pestilenze e guerre.
Oggi è più probabile che  l'uomo medio muoia per un'abbuffata da Mc Donald 's piuttosto che per la siccità, il virus Ebola o un attacco di al-Qaida.
Nel XXI secolo, in un mondo ormai libero dalle epidemie, economicamente prospero e in pace, coltiviamo con strumenti sempre più potenti l'ambizione antica di elevarci al rango di divinità, di trasformare "Homo Sapiens" in "Homo Deus".
E allora cosa accadrà quando robotica, intelligenza artificiale e ingegneria genetica saranno messe al servizio della ricerca della immortalità e delle felicità eterna?
Harari racconta sogni e incubi che daranno forma nel XXI secolo in una sintesi audace e lucidissima di storia, filosofia, scienza, di rendere se stesso superfluo.
Saremo in grado di proteggere questo fragile pianeta l'umanità stessa dai nostri nuovi poteri divini? (tratto dal dorso di copertina del libro)
il Commento
Scritto ovviamente prima dello scatenarsi della pandemia da Covid19, viene fortemente smontato negli assunti della sua essenza, non perdendo però in profondità di analisi, in sintesi del passato e (per molti versi), nella previsione futura. Sia chiaro tuttavia che, non si può parlare di futuro, senza fare i conti con questo libro visionario.
Dio, Macchine, Terrorismo, Ambiente, Religione, democrazia, cervello, capitalismo, comunismo, fiscalità, tecnologia… tanti, tantissimi argomenti, alcuni ben supportati, altri forse un poco esasperati nell'esposizione e nel giungere alle conclusioni.
Tutto però porta ad una conclusione: Molto presto, anzi subito, l'uomo dovrà fare i conti con sé stesso, con le proprie aspirazioni, speranze e sogni. Decidere cioè cosa diventare, cosa sarà disposto a sacrificare, cosa dovrà salvare… Visionario.

sabato 20 luglio 2019

Sentieri Neri

"Se me la cavo, traverso la Francia a piedi". Tesson è ricoverato in un letto d'ospedale, il corpo in frantumi a causa di una caduta di otto metri che poteva costargli la vita
In quel letto rimarrà per mesi, ed é lì che è nata la promessa da cui è scaturito questo libro.
Un anno dopo, al posto di una canonica riabilitazione in un centro specializzato, Tesson si mette in movimento nonostante i chiodi nella schiena e una paralisi facciale non ancora recuperata.
La bocca gli pende da un lato e un occhio gli sporge dall'orbita, i ragazzini lo guardano con stupore mentre affronta il cammino.
Si è messo in testa di seguire un precetto di Pessoa; "Della pianta dico è una pianta Di me stesso dico sono io. E non dico altro. Che altro c'é da dire?".
Nel corso di questo viaggio solitario e sorprendente compiuto tra l'agosto e il novembre del 2015 partendo dalla Provenza per arrivare in Normandia, Tesson racconta un paesaggio impervio e sconosciuto che si rivela percorrendo vie secondarie ignote ai più, sentieri neri che sembrano ingressi nascosti e segreti a un altro mondo, dove dileguarsi e scomparire.
Camminando Tesson osserva la natura sottratta all'invadenza dell'urbanizzazione e all'arrivo della tecnologia, scopre il silenzio degli insetti lì dove l'agricoltura intensiva ha ridisegnato il paesaggio, ascolta gli animali nella notte e in fondo rifugge gli uomini.
Dalle sue pagine e dalla sua ispirazione la Francia di campagna, la Francia profonda emerge come un luogo carico di vitalità, persino tumultuoso. (tratto da libro).
 
 

E' più forte di me: adoro la narrativa di viaggio. Quella narrazione delle cose, fatta camminando, pedalando, muovendosi lentamente e narrando il vissuto. Se poi a farlo sono persone come Sylvaine Tesson, piuttosto che Paolo Rumiz, allora si finisce per mescolare (con immenso piacere) storia, geografia, religione, persone, cultura e civiltà.. ad un punto tale da farne un immenso ed incredibile diario di viaggio, con un viaggio però, capace di portarci nello spazio e nel tempo.
Questo libro ha finito per appassionarmi, facendomi scoprire una Francia ignota, volutamente cercata, per lasciar fuori modernità, progresso, futuro costruito a tavolino… ciò che la nostra società, per un certo periodo ha tentato di costruire e che ora non cerca nemmeno più…
Luoghi ai margini, luoghi che conservano l'identità agricola, silvana, antica…
L'avventura di Tesson ha inizio all'ospedale… caduto da un tetto, ubriaco per sua stessa ammissione, rischia la vita… "all'ospedale tutti mi avevano accolto bene. il sistema sanitario francese ha questo di buono; non mette mai nessuno di fronte alle sue responsabilità. In una società antica, governata da un principio etico, un ubriaco non dovrebbe essere curato con la stessa attenzione che si dedica a chi ne ha veramente bisogno"... ma evidentemente, questa società etica non esiste e Tesson, una volta dimesso è libero di mettere in pratica i suoi propositi… attraversare la Francia sconosciuta, quella non toccata dalla modernità… quella di cui "eravamo studi delle parole d'ordine del nostro tempo: enjoy!, take care!, be safe!, be connected! mi sembrava che vivere fosse sinonimo di fuggire".
Una società capace di fagocitarci e renderci schiavi senza alcuna forzatura, anzi una schiavitù voluta: "stavamo diventando il corpo sociale più docile e imbelle della storia dell'umanità. La vita era migliore da quando aveva preso a passare attraverso gli schermi? Non ne ero sicuro".
Poi il racconto vira, si fa storia, il richiamo ad un lontano passato… (che mi ha dato spunto per una successiva lettura) "il Rodano, alimentato dai recenti temporali, era in piena. Passi il fiume a Point-Saint- Esprit e detti un'occhiata alle rapide a valle. Come avevano fatto gli elefanti ad attraversare una corrente simile".
Tesson scopre che, il suo camminare, nello spazio e nel tempo, era diventato una medicina: "Per il momento la guarigione mi procurava una sensazione innaturale: quella di una riconquista quotidiana. Era come se il processo di demolizione biologica della vita si fosse invertito ed io avessi cominciato a ringiovanire. Un giorno, giunta la completa guarigione, tutto si sarebbe rovesciato di nuovo ed io avrei ricominciato ad invecchiare".
E poi ancora un richiamo alle follie della modernità e della tecnologia… contro il cellulare.. di cui Tesson decide, per questo viaggio di fare a meno.
"Il dispositivo era la somma delle eredità comportamentali delle sollecitazioni sociali, delle influenze politiche e delle difficoltà economiche che determinavano i nostri destini pur restando invertite.
Il dispositivo disponeva di noi. C'é un piccolo verme, il Dicrocoelium Dendriticum che infesta le formiche e ne controlla i movimenti costringendole a rimanere immobili su un filo d'erba, qui sono mangiate dagli erbivori che diventano i nuovi ospiti del parassita.
Il Dricocoelium é il dispositivo della formica. I microchip al silicio sono i nostri Dricocoelium. Ognuno di noi, pienamente consenziente, porta con sé il suo parassita sotto la forma di uno di quei processori tecnologici che regolano le nostre vite".
Per poi finire con l'analisi dello stato dell'agricoltura (francese, ma occidentale in generale)… "il triplice dispositivo dell'economia gloriosa, dell'agricoltura industriale e dell'urbanesimo trionfante erano il parassita delle campagne"... a cercare di dare un nome ed un volto al degrado ed alla fine del mondo antico.
 

sabato 22 giugno 2019

I figli degli uomini

Sono rari quei casi in cui, la trasposizione cinematografica di un romanzo, racconto o storia, riesca ad eguagliare un bel testo. Sono mosche bianche!
Di solito, pur avvantaggiati dalla potenza del filmato, della visione, i film perdono, nulla possono contro il potere della parola. Ed invece ecco l'eccezione.
Incuriosito, dopo aver visto il bel film, qui la recensione, eccomi a leggere il testo… con mia somma disperazione…
Quello che leggo non è un romanzo, è uno sciupio della carta su cui è stampato.
Una storia senza capo né coda, un racconto che non va da nessuna parte… che parte quasi bene, crea qualche aspettativa, ma che finisce in vacca.
Scritto con i piedi, pagine e pagine per descrivere i minimi inutili dettagli "aveva i capelli rossi, le lentiggini, una giacca verde, la cravatta blu, le calze rosse, le mutande rosa, le scarpe con un buco sotto la suola, due foruncoli sul culo, un porro all'orecchia…. eeeeeee! Che cazzo! Ma cosa è? una gastroscopia? Una necroscopia forense? Ma piantala, vai a vendere frutta al mercato invece di scrivere così…
E la storia? Non si capisce come, da un istante all'altro, il colpo di scena che porta da morte certa a comandare l'intera Gran Bretagna ci viene somministrato con una tale tristezza, sciapo, sminchio, al punto che uno poi deve per forza dire: "ma allora! ma basta!!!" e buttare il romanzo nella carta da recupero…