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sabato 27 giugno 2026

Fare posto, dare spazio. Toolkit operativo.


 Utile "cassetta degli attrezzi" per affrontare un problema di cui tutte le associazioni parlano ma, spesso, senza dar seguito ad alcuna iniziativa concreta. Mancano le idee, mancano gli esempi, ma soprattutto manca, quella cultura necessaria a saper "governare" azioni, persone, idee che non ci appartengono e che fatichiamo a capire... salvo poi scoprire che, al netto di riti, rituali, gergo e impazienza... ciò che i giovani vogliono è la stessa cosa che desideravamo noi (no, non quella cosa lì), crescere con degli esempi, farsi strada nel mondo, essere riconosciuti, apprezzati, visti e accettati.
Questo piccolo vademecum aiuta gli educatori a navigare nel periglioso mare della giovinezza, delle aspettative e in quel non detto che permea il distacco generazionale. Non si tratta di governare ma soprattutto di ascoltare, indirizzare, far vedere senza farsi vedere. Ci si orienta così tra processi partecipativi, scelta di spazi, scelta di linguaggi, attivare la partecipazione tra cui: mangiare insieme, costruire la community, fare brainstorming, fare tabula rasa, costruire gli spazi, dare senso di appartenenza con riti di ingresso, andare in visita da altre realtà, fare questionari partecipativi costruiti dal basso.

domenica 11 gennaio 2026

Lavoro e povertà - quando la coperta è corta


Lavoro = non povertà? Non sempre è vero. 
Per molto tempo avere un lavoro è stato considerato sufficiente per evitare situazioni di indigenza, ma oggi i dati dicono che in Italia 1 persona occupata su 10 si trova a rischio povertà.
In occasione del primo maggio ci siamo chiesti quanto siano consapevoli di questa situazione.
E cosa andrebbe fatto per affrontarla.
Nasce il fenomeno del Lavoro Povero che oggi è sempre più diffuso - una indagine del 2023 rileva che esiste una elevata percentuale di lavoratori che, nonostante siano occupati, rischiano di cadere in povertà a causa di retribuzioni orarie troppo basse, o perché svolgono lavori precari o a tempo parziale. Working poor.
Un sussidio con una durata più lunga consente di non prendere il primo lavoro che capita e questo è un aspetto positivo sia dal punto di vista sociale sia per il funzionamento del mercato del lavoro.
Occupazioni precarie, malpagate e che quindi diventino si lavoratori e lavoratrici, ma che rimangono comunque poveri e povere.
Il rischio c'é senza dubbio. 
Si veda il lavoro fatto in Lombardia dal consorzio no-profit di agenzie per il lavoro Mestieri Lombardia.
Nel 2023 ha preso in carico 6.800 persone. I working poor in Italia sono il 10,2% e si identificano per avere un reddito disponibile inferiore al 60% di quello medio.
Il lavoro povero in Italia è un fenomeno multifattoriale e strutturale: fragilità occupazionale, disoccupazione e lavoro nero.
Nel nostro Paese c'é un problema di specializzazione produttiva che si concentra su filiere a basso valore aggiunto e una competizione fondata sull'abbassamento del costo del lavoro con fenomeni diffusi di illegalità, precarietà, scarsa innovazione.

5 proposte del gruppo di lavoro
1) Garantire salari minimi adeguati;
2) Aumentare il rispetto dei minimi salariali;
3) introdurre un trasferimento rivolto esclusivamente a chi percepisce redditi da lavoro (in-work benefit);
4) incentivare il rispetto delle norme da parte delle aziende e aumentare la consapevolezza di lavoratori e imprese;
5) promuovere una revisione dell'indicatore europeo di povertà lavorativa a livello E.U.
 

 

giovedì 8 gennaio 2026

Nessi - la rivista - n. 1 Più poveri, più soli


Il primo numero della rivista Nessi intitolato "Più soli, più poveri" affronta il tema della povertà relazionale come questione sociale strutturale e non come semplice condizione individuale.
La rivista si colloca nel solco della riflessione sul welfare contemporaneo, ponendo al centro i Nessi, relazioni, reti, connessioni che influenzano le chance di vita degli individui situati nei contesti sociali.
La povertà relazionale viene definita come carenza o fragilità dei legami significativi, familiari, amicali, comunitari e lavorativi, ed è distinta dalla solitudine soggettiva, pur intrecciandosi con essa.
Essa agisce come moltiplicatore di vulnerabilità, rafforzando altre forme di povertà (materiale, educativa, sanitaria, abitativa) e contribuendo alla loro riproduzione.
Dal punto di vista teorico, il numero valorizza la distinzione tra legami forti e legami deboli, mostrando come entrambi siano fondamentali per il benessere e l'inclusione sociale.
La povertà relazionale attraversa l'intero ciclo di vita, colpendo in modo particolare giovani, anziani, migranti,, persone con disabilità e soggetti in condizioni di precarietà.
Un contributo antropologico evidenzia la dimensione culturale della solitudine.
Sottolineando il ruolo delle aspettative sociali e dello stigma e invitando a superare letture individualizzanti.
L'analisi sugli anziani introduce il concetto di Care Poverty, che integra la deprivazione relazionale nella valutazione della non autosufficienza.
La seconda parte della rivista presenta pratiche di contrasto alla povertà relazionale, mostrando come interventi di prossimità, comunità e capacitazione possano funzionare come dispositivi di welfare relazionale.
Nel complesso, Nessi propone una visione del welfare orientata non solo alla redistribuzione, ma alla costruzione di relazioni sociali come infrastruttura fondamentale del benessere collettivo.




venerdì 2 gennaio 2026

Impatto sociale - il libro



Strumenti di valutazione dell'impatto sociale descritti nel volume:
1) Teoria del cambiamento - Theory of Change - TOC. La TOC consente di esplicitare le ipotesi di cambiamento, le relazioni causa effetto e i fattori esterni che influenzano i risultati.

2) Logical Framework (quadro logico) Strumento di strutturazione degli obiettivi.

3) Indicatori di outcome e di impatto. Costruzione di indicatori quantitativi e qualitativi. Indicatori coerenti con il contesto e condivisi con gli Stackeholder.

4) SROI. Social Return on Investment. Metodologia economica valutativa, strumento utile per monetizzare il valore sociale generato.

5) Analisi degli Stakeholder. Utilizzata come strumento trasversale per identificare i soggetti coinvolti e influenzati, comprendere i diversi punti di vista sul cambiamento. E' centrale per una valutazione non autoreferenziale.

6) Metodi qualitativi di valutazione. Strumenti quali: interviste in profondità focus group, osservazione partecipante raccolta di storie di cambiamento.

7) Analisi controfattuale (in forma) semplificata. Non sempre applicabile in ambito sociale ma discussa come riferimento teorico per interrogarsi sul cosa sarebbe successo senza l'intervento. Rafforzare l'attribuzione sul cambiamento.

8) Social audit e rendicontazione sociale. Richiamati come strumenti di: trasparenza, accountability, restituzione pubblica dell'impatto, sono collegati a Bilancio Sociale e Reporting non finanziario.

9) Valutazione come processo organizzativo più che come strumento specifico, il libro propone la valutazione come: 1) processo continuo, 2) pratica di apprendimento, 3) supporto alle decisioni strategiche.

Il valore del testo sta nel fornire criteri di scelta consapevole degli strumenti di valutazione in funzione di 1) finalità, 2) risorse, 3) maturità organizzativa, 4) contesto sociale.
Serve per misurare le azioni orientate al cambiamento sociale ed ai cambiamenti significativi, duraturi e attribuibili ad una azione.




 

domenica 19 ottobre 2025

Non facciamo del bene - Libro



"Non facciamo del bene" è un titolo volutamente provocatorio.
Non perché gli autori invitino a smettere per fare il bene, ma perché vogliono liberarci dall'idea che il lavoro sociale si esaurisca in un gesto caritatevole o tecnico.
Andrea Morniroli, cooperatore e formatore con lunga esperienza nel welfare, e Gea Scancarello, giornalista, propongono un viaggio dentro il mondo del sociale per smascherare le sue ambiguità e rilanciarne la dimensione politica.
Il libro parte da una domanda scomoda; il lavoro sociale oggi trasforma o si limita ad aggiustare le disuguaglianze che il sistema produce?
Secondo gli autori, il rischio è che il Terzo Settore, nato come spazio di innovazione e partecipazione, sia diventato troppo spesso un apparato che eroga servizi per conto dello Stato, perdendo voce critica e autonomia.
"Fare del bene" allora non basta: serve giustizia, prendere posizione, costruire comunità capaci di incidere sulle cause strutturali del disagio.
In poco più di cento pagine, Morniroli e Scancarello alternano analisi e testimonianze dirette, restituendo un affresco vivido di un settore in bilico tra passione civile e burocratizzazione.
Ne esce un testo che non consola, ma interroga: un invito a riscoprire il lavoro sociale come atto politico e collettivo, non come servizio neutro o semplice mestiere.
Le recensioni lo definiscono un "manifesto scomodo ma necessario".
"Non facciamo del bene" é, in definitiva, un testo breve ma denso, che chiede al lettore di fermarsi, riflettere e scegliere da che parte stare.
Un piccolo libro che lascia una grande domanda: Vogliamo continuare a gestire il disagio, o iniziare a cambiare le condizioni che lo producono?

 

giovedì 2 ottobre 2025

Indagine PNRR e Terzo Settore


Utile documento riportante una analisi della destinazione dei fondi PNRR, il loro utilizzo, alcuni dati statistici in merito alle percentuali di spesa e riscontro. Tante lacune e problemi... ma questa cosa io la dico da sempre... fornire tanto denaro ad una macchina amministrativa che non riesce nemmeno a funzionare durante l'ordinario è più un danno che un beneficio per questa povera Nazione.
Altro non riesco ad aggiungere.

 

domenica 14 settembre 2025

L'economia sociale in Italia - Rivista


Si tratta di una Expert Survey. E' una metodologia di ricerca che prevede la raccolta di dati e informazioni attraverso questionari somministrati a un gruppo selezionato di esperti in un determinato ambito o settore.
Gli esperti coinvolti contribuiscono con valutazioni o opinioni informate su tematiche che richiedono una comprensione approfondita e un giudizio esperto.
La presente Survey esplora il ruolo della economia sociale nella trasformazione del sistema di welfare italiano.
Il primato delle persone, nonché del fine sociale e/o ambientale, rispetto al profitto; il reinvestimento della maggior parte degli utili e delle eccedenze per svolgere attività nell'interesse dei membri, degli utenti, (interesse collettivo), o della società in generale (interesse generale) e la governance democratica e/o partecipativa.
Per economia sociale si intende:
1) partecipazione democratica di tutti gli attori;
2) autonomia propria e nella sua espressione; Terzo Settore;
3) il benessere prodotto tende a includere virtualmente tutti i cittadini con l'obiettivo di correggere distorsioni sul piano distributivo.

Lo sviluppo sostenibile di una società non si può basare unicamente sulla dimensione economica ma su un equilibrio tra crescita, coesione sociale, giustizia ambientale, in cui attori diversi cooperano tra loro.

Dalle interviste emerge che l'arena competitiva dell'economia sociale non ruota esclusivamente attorno a elementi economici ed organizzativi ma piuttosto su relazioni strategiche e istituzionali.

domenica 6 luglio 2025

None. Torino. Meeting dei giovani Anpas Piemonte

None, Torino. Evento Meeting Giovani Anpas Piemonte. 
Il primo meeting.. che finalmente da spazio, mente e luoghi ai giovani che si affacciano al volontariato, al mondo Anpas ed al fare per gli altri.. è un mondo difficile quello che i giovani incontrano oggi.. un mondo ingiusto e violento.. un mondo che presenta enormi criticità e bisogni a cui solo la solidarietà, il lavoro di squadra, i valori possono dare risposta.. Cercarli, quasi stanarli, farli vedere.. dare loro un volto e farli apprezzare dai giovani è azione difficile ma colma di ricompense.. l'augurio maggiore che faccio ad Anpas è di esserci riuscita.. 











Con il mio gruppo "Presidente per un giorno".. bravissimi ragazz* tantissimo impegno e voglia di mettersi in gioco.. e moltissime risate



 

giovedì 3 luglio 2025

Giovane a chi?


Superare la stigmatizzazione verso le forme ibride partecipative é il primo passo per una comprensione più accurata della partecipazione giovanile e della cittadinanza attiva che vada oltre la lettura stereotipata sia nello scenario europeo sia in quello italiano.

Strategie di cittadinanza attiva:
1) Advocacy - promozione e rappresentanza dei diritti e degli interessi collettivi.
2) Servizio - creazione ed erogazione di servizi capaci di rispondere a bisogni sociali non soddisfatti.
3) Azioni dirette - problemi specifici, sostegno diretto a soggetti in difficoltà o aree critiche.

Modalità di indagine:
Focus group - Survey  - Workshop
Svolti in presenza - 2 ore - registrati
indagine mirata
Campione di rappresentanti di gruppi target e informatori chiave
Gruppo di lavoro

NOTA: Ci vogliono i giovani. Ma poi li trattano come esecutori senza lascare loro reale autonomia. Questo è il modo migliore per perderli.

Motivazioni
1) identificazione con i valori e gli obiettivi della causa
2) possibilità di vedere riscontro concreto alle azioni fatte
3) tematiche vicine alle proprie passioni
4) apprendere nuove competenze

Identikit
1) gli attivi
2) i  partecipanti
3) i non coinvolti
4) i collaboratori dietro le quinte

Concetto di cittadinanza attiva: Agire per perseguire e difendere il bene comune contribuendo a rendere il mondo un posto migliore rispetto a come lo abbiamo trovato.


 

martedì 3 giugno 2025

Evento Pro Civ Travedona Monate

E così eccoci qui a provare la tenda.. che poi monteremo la prossima volta e divertirci comunque un sacco a sparare pirlate e a imparare una cosa in grande che da piccoli l'abbiamo fatta con le costruzioni ed il Meccano... ci si diverte? Assolutamente si.








 

PEBA e quant'altro



 

La giusta commistione tra sociale e politica porta alla redazione di testi di riferimento in materia di attenzione nei confronti delle fragilità.
La conoscenza dei PEBA, Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche e del disegno normativo lombardo, consente di ridisegnare il territorio, l'ambiente costruito e in definitiva di rendere più vivibili le nostre realtà abitative collettive... cosa quagliano con la SOS ? Poco, forse nulla... ma conoscere certe dinamiche permette di conferire con gli interlocutori politici dando loro filo da torcere.

lunedì 14 aprile 2025

Romanengo CR


Invitato dal presidente della SOS di Romanengo, Walter, scopro una delle tante piccolissime realtà che fanno la differenza tra un posto di bruti e una società che si definisce civile. Passione, impegno, voglia di fare, fatica e preoccupazioni... ma tutto passa di fronte al risultato.. quello di essere umani, di essere parte di una comunità di intenti e desiderosa di stare insieme di aiutare, di sostenere chi ha meno. Questa è la gente di Anpas, questa è la gente che amo.














 

Open Day Aprile 2025

E' andata bene? E' andata male? Si poteva migliorare? Poteva essere un successo? Ma davvero cosa importa porsi tutte queste domande? L'importante davvero è che è stato. Si è provato e tutti insieme abbiamo lavorato, gioito, sperato e disperato.. e alla fine abbiamo detto che ne era valsa la pena. E questo è quello che davvero conta. Grazie SOS, grazie a tutti quanti si sono messi ancora una volta in gioco. Questo e solo questo conta.


























 

Elegia americana - il libro