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giovedì 14 dicembre 2017

Insospettabili sospetti

Occorre costruire una sequenza di cattiverie... e questo il film fa.
Una serie di cattiverie, che da un lato, legittimino le azioni che l'esplosivo trio di vecchietti dovrà mettere in atto e che dall'altro, faccia uscire dal letargo i suddetti azzimati personaggi.
Morgan Freeman (poteva forse mancare?), Michael Caine e Alan Arkin, con incredibile comicità, ci raccontano la discesa nella disperazione della classe operaia americana (colpita da disastri fatti da altri) e la successiva riscossa!
Un film contro la crisi, un film contro l'andropausa, un film contro il sistema.... cosa volete di più?
Intanto niente violenza, poi parenti che ti vogliono bene e che per certi versi dipendono o credono a te.... ed infine la dignità messa in discussione... una dignità che deve a tutti i costi essere riconosciuta, un ego che deve ritrovare il giusto ruolo. Non fosse altro che, va bene diventare vecchi, va bene rinunciare ai piaceri della vita... ma c'é (ecchediamine) un limite a tutto.
La parte più divertente è assistere agli sforzi dei tre attempati signori, che si allenano al cattivo, rubando al supermercato, fanno sport per rimettersi in forze, vanno al poligono... prendono lezioni da un vero cattivo (che con loro è molto buono) senza far venire meno il loro ruolo di genitore, padre, nonno, guida per la comunità... Ed è forse questo, il meglio. il riconoscere che, a volte bisogno rimediare ad un sopruso, tanto più che ad averlo causato, sono: 1. gli stranieri, 2. le banche, 3. le assicurazioni, 4. le multinazionali... senza scordare la polizia (grande Matt Dillon, nel ruolo del tonto sbirro)... insomma, non mi stupisco che tra gli altri, questa storia sia piaciuta a "The Donald".... "Make great the old age again"...

giovedì 26 maggio 2016

Mal di Valgrande

Mal di Valgrande è innanzitutto un viaggio nella memoria, nel tempo, nel passato delle nostre Alpi.
E' la storia di una valle, come raccontata dalle sue genti. Gente di fuori, di intorno, mai di dentro.
Il perché è facilmente intuibile. Troppo selvaggia, troppo dura, bella da visitare, quando sai che a casa ti aspettano tutte le comodità della vita moderna... ma non per viverci. Quello no.
Sfruttata per i suoi pascoli e poi per i suoi boschi, non ha mai dato più di quello che si potesse strappare con sudore, sangue e fatica.
Eppure vi fu un tempo in cui, queste terre divennero luogo di contesa, per i suoi pascoli ed alpeggi e luogo di guerra (questo si è comprensibile) tra partigiani e fascisti.
Ora, dopo tanto tempo, è tornata al suo passato remoto di solitudine, sugellata dalla creazione del Parco (il libro è datato e ne accenna una possibile nascita) ed è percorsa da animali ed escursionisti.
Ma cosa ci raccontano le vestigia del passato? Le baite e gli alpeggi abbandonati? i nomi dei luoghi e delle cime?
Come dicevo poc'anzi: fatica, sudore, kilometri a piedi, pochi benefici strappati all'Alpe, storie di contrabbando, di miseria, di speranze deluse e di bracconaggio.
I pochi superstiti raccontano (e lo fanno con grande diffidenza) senza rimpianto, se non per la passata giovane età, la vita di quei luoghi senza desiderare un ritorno a quegli stili di vita..
Scopriamo così, la storia della teleferica per il trasporto della legna verso valle, quella delle lotte partigiane e delle morti durante la tragica estate del 1944, i duri inverni trascorsi da pochi coraggiosi in mezzo a questi monti che ancora oggi riescono ad impressionarci, rendendo con maggiore chiarezza angoli e valli altrimenti irriconoscibili.
Una lettura che ci rimanda ad un altro mondo. La Valgrande.


lunedì 29 febbraio 2016

il dottore dei matti...

Metti una sera a Taino a vedere "il dottore dei matti" riadattato e ridotto in due parti, interpretato da molto volenterosi anziani in pensione e decisi a vendere cara la pelle. Ecco, mi dico che non c'è limite alla voglia di fare se ci credi, ci metti te stesso, vuoi comunque combattere. Bravi.