Visualizzazione post con etichetta corsa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta corsa. Mostra tutti i post

giovedì 26 dicembre 2024

Un dono particolare


Dovete intendervene per capire l'accostamento tra questo libro e la cartolina allegata.. non starò qui a raccontarvi troppo rinviandovi a questo post  sulla storia di Emil Zàtopek la cd "locomotiva umana"... beh insomma la cartolina gli apparteneva.. regalo di Daniele, la conservo insieme al libro.. che ho ricomprato per l'occasione, avendolo letto in biblioteca...
Un pezzo di storia.

 

mercoledì 13 marzo 2024

Ultra


Michele ha una folgorante carriera da modello a Miami e New York, macchine sempre più grandi, tanti soldi per pagarsi ogni capriccio, feste tutte le sere, una moglie bellissima.
E bellissimo é anche lui, tanto che viene presentato a Madonna come "the Abs", gli addominali.
Però, una sera, si trova sul davanzale del suo appartamento al quindicesimo piano a chiedersi che farsene di tutto quel lusso e degli eccessi.
Se non è quella la strada, allora quale é?
La risposta arriva come un colpo di fulmine, nascosta dentro un libro: l'ultramaratona.
Nel giro di un anno diventa uno dei campioni più forti al mondo, ma vincere per lui non conta.
L'ultra é una sfida con sé stessi, non con gli altri: correre per centinaia di chilometri, in tutte le condizioni atmosferiche, tra i ghiacci del Canada o con cinquanta gradi nella Valle della Morte, spingendo il corpo e la mente oltre ogni limite immaginabile.
Passo dopo passo, mentre le gambe cedono e i muscoli si disfano, nella solitudine di una corsa infinita, Michele vive gli opposti: la sua fragilità estrema di fronte alla natura e la forza della sua volontà, che si libra oltre la fisicità, per esplorare cosa c'é dopo la fatica e il dolore.
In questo libro Folco Terzani racconta la straordinaria storia di un ragazzo che aveva tutto ma non era niente, e nel ritorno all'atto primordiale della corsa ha trovato la sua libertà, il suo coraggio, il suo essere più puro.
Perché alla fine l'ultra non è più uno sport: é un mezzo per arrivare alla natura e a sé stessi.

Però volevo fare qualcosa di mio. Sono quei momenti in cui ti immagini di avere davanti un fiume, e tu ci metti una pietra dentro per provare a fargli cambiare direzione.

Io non sono vegano, Ma mangio quasi esclusivamente cibi semplici, naturali e non raffinati. Prima di tutto tantissima verdura fresca, cruda,. Insalatone che sembrano fatte per un cavallo, ci sgranocchio per mezz'ora. Non la lattuga, che ha praticamente il valore nutrizionale dell'aria, ma foglie verdi scure, spinaci, rucola, cavolo nero, altamente nutrizionali. Pomodori, carote, cetrioli, zucchine, olive, magari funghetti. Sono tutti carboidrati, ma carboidrati complessi. Uova che ti danno le proteine. Avocado, frutta, specialmente le bacche, mandorle, noci e semi. Tutto molto colorato. Un po' di pesce, soprattutto salmone, più che altro per i grassi.


 

lunedì 5 giugno 2023

Correre naturale


 "Ancora un libro sulla corsa", direte voi.. manco a significare che, molto si legge ma poco si corre...
Eppure... a ben guardare, tra un libro e l'altro, qualche corsetta la faccio ancora.. certo con gran fatica, lo ammetto... il tempo perso, i farmaci, l'età... non aiutano. no. Ma rinunciare? Assolutamente proibito! Ed allora eccomi qui, a leggere per motivarsi, per portare a casa qualche info utile e provare a godersi la vita, l'attività fisica, il movimento...il sentirsi parte della natura. tutta. Ottimo testo, consigli davvero semplici e facilmente raggiungibili.. lo consiglio... a chi corre e a chi semplicemente, vuole stare bene.

venerdì 26 maggio 2023

Ultratrail


Nato a Riccione, Stefano Gregoretti ha conosciuto fin da giovanissimo una passione assoluta che, nella vita, lo avrebbe portato molto lontano dalla sua, pur amatissima, riviera romagnola.
Già dalle prime vie ferrate nelle Dolomiti, affrontate con la famiglia da bambino, ha scoperto infatti il desiderio di penetrare nei territori più aspri e remoti senza paura di incontrare pericoli né di fare fatica.
Anzi, addirittura, imparando ad amarla, questa fatica, e a coltivarla come una dote interiore.
E' così che, anno dopo anno, ha tracciato il percorso entusiasmante che racconta in questo libro, passando dal triathlon e dagli Iron Man (nuoto, bici, corsa su lunghe distanze) agli ultratrail, sfiancanti corse in solitaria, ben più lunghe di una maratona.
I suoi ricordi ci portano in giro per tutto il globo - dall'isola di Baffin nell'Artico al deserto della Namibia, dalla Patagonia alla stessa Italia (Valle d'Aosta, dove ha luogo il Tor de Geants e Appennino) e si leggono come grandi racconti di avventura perché parlano di crepe che si aprono sotto i piedi nel ghiaccio del pack e di notti passate in carceri abbandonate, di tempesta e di sole giaguaro, di freddo che stringe come una tenaglia e di sete che ti tortura.
Ma parlano anche di sfida con sé stessi e di uno sconfinato amore per il nostro meraviglioso pianeta oggi purtroppo spesso minacciato dai cambiamenti climatici.
Per tutti coloro che, catturati da questo genere di esperienze e dagli splendidi scenari naturali vogliano mettersi alla prova con un ultratrail, Gregoretti offre utilissimi consigli pratici nell'appendice del libro.

Ogni tanto, per motivarmi, riprendo queste letture. Ovviamente sono ben lontano da certi paragoni e risultati.. ma, aiuta senz'altro a mettersi ancora in gioco. Non farò l'ultratrail, non chiuderò una maratona... ma una corsetta degna di questo nome, con annesso piacere nel superare un certo risultato, un senso di libertà e di riappropriazione dello spazio e del corpo... credetemi, non ha prezzo.
 

martedì 21 settembre 2021

Sulla corsa


Un nuovo testo che parla di corsa? Un altro? Nella realtà i testi che si occupano di sport tendono a seguire due filoni: l'aspetto fisico o quello interiore. "Sulla corsa" di Covacich li esprime entrambi... a modo suo, con qualche salto temporale, non dicendo tutto, lasciando cioè che sia il lettore ad intendere, a riempire le parti mancanti... forse lo fa per pudicizia, forse perché in effetti certe cose saranno pur cavoli suoi, o forse teme di apparire noioso... o ancora, amante del rasoio di Occam toglie tutto ciò che non reputa essenziale... (o ancora, essendo triestino, ha un modo riservato di porsi) morale, queste 159 pagine... frammiste a spazi bianchi, molto dicono, si.. ma non tutto... e gli altrettanti capitoli, legati dal filo rosso del tempo, dei libri scritti, di quelli letti (Umberto Eco, grande maestro dei rimandi) ci mostra un uomo divorato dalla passione per la corsa, che al tempo stesso letteralmente lo divora...
Se è giusto che ognuno parli solo di ciò che conosce, allora Mauro Covacich può farlo, avendo inseguito, affiancato e spesso superato la propria passione pagandone poi il fio.

"1976. Mauro ha undici anni e, insieme a un'altra cinquantina di bambini, partecipa a una gara organizzata dalla azienda del padre.
E' in quest'occasione che sperimenta per la prima volta le sensazioni che lo faranno innamorare della corsa, spingendolo a gareggiare per tutta la vita.
Accanto al racconto sul corpo, l'impatto sugli allenamenti, la scoperta dei propri limiti, c'é la riflessione sul gesto; sulla sensazione di straordinaria libertà che si prova correndo sul bordo strada, sulla dimensione introspettiva della corsa, sulla maratona come disciplina interiore, su cosa succede quando la corsa ti punge e diventa la tua malattia,
Questo libro non rivela i dieci consigli per correre meglio, ma è il racconto di chi ha trovato nella corsa una forma privata di raccoglimento, il metronomo che scandisce il ritmo delle propria quotidianità".

Colti qua e la ...
Pag. 11 - In effetti anche io provo uno sbalordimento. Più che stravolto, mi sento sbalordito dai segnali che mi invia il corpo, messaggeri contraddittori, un misto di euforia e sgomento, come se dentro mi succedessero delle cose bellissime e bruttissime insieme. L'impulso è quello di liberarsi da questo stato, fuggirlo, uscirne il prima possibile. Ecco a cosa bisogna resistere, all'istinto di fuga.

Pag. 16 - La corsa assomiglia più a un'arte marziale che a uno sport. Chi la ama compie una scelta estetica, accede a una disciplina interiore che c'entra pochissimo con l'attività sportiva. Resistere alla più alta velocità possibile per una strada così lunga è la cosa più bella che una mente umana possa produrre. La mente non è il cervello, la mente è il sistema del corpo che pensa...

Pag. 21 - E' la scoperta del bordo strada, una striscia di mondo pressoché infinita, sempre uguale, eppure sempre diversa, che trasmette una sensazione immediata di sradicamento e libertà. Sul bordo strada sei fuori da tutto, smetti di appartenere al consorzio umano, ti muovi in una dimensione parallela abitata da piccoli animali, rifiuti e viandanti alla deriva. Non a caso l'apparizione più insignificante crea sconcerto, che ci fa lì quello? Sulle zebre sei un pedone, in macchina sei un automobilista, ma lì sei una presenza anomala, destabilizzante. Correre a bordo strada è una espressione di dissenso, una temporanea evasione dall'uniforme civile. Dare voce a un teppismo timido e interiore.

Pag. 31 - Il maratoneta trova dentro di sé il proprio avversario. I limiti del corpo, i limiti della mente, é questo che intende forzare, qualunque sia il suo livello professionistico, semiprofessionistico, del tutto amatoriale. Una corsa lunga 42.195 metri, richiede una preparazione che non si esaurisce nella tabella di allenamento, ma comporta anche l'acquisizione graduale di una familiarità con la sofferenza. Ecco cosa seduce le persone, 

mercoledì 8 settembre 2021

Unbreakable - The Western States 100

Nel 2010 quattro dei più forti ultra corridori del mondo si sfidano in questa epica gara, la "Western States 100" dove 100 sta per miglia (quindi oltre 161 km) da percorrere nelle 30 ore... mica uno scherzo... tenuto conto che il solo dislivello, 5.500 metri in salita, oltre 7.000 in discesa - oltre alla distanza - farebbe tremare i polsi a chiunque... che dire poi delle temperature? Dal freddo delle montagne della Sierra Nevada al caldo estremo dei River canyons... e oltre... quattro diverse figure si confrontano con le loro vite, la loro visione del mondo, la passione per la corsa, l'idea di allenamento.... un unico obiettivo: vincere e seguire il percorso nel minor tempo possibile... una passione folle, eppure è, come sempre una corsa contro sé stessi... per sé stessi.. per affermare la propria esistenza... il proprio essere. Perché correre è innanzitutto far pace con il proprio io.