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venerdì 12 giugno 2026

Roma Congresso Anpas Maggio 2026

 


Tornare al Pigneto fa una certa impressione. Per me tutto era iniziato lì. La scuola nazionale per dirigenti PA di Anpas. Da lì era riemersa la passione che tre anni or sono mi aveva toccato trasformandomi in quello che ora sono. E' stato un bene o un male? di certo è stato un momento particolare.. mi ha creato un prima e un dopo. E ora, che sono immerso nel dopo, riassaporo quanto accaduto e - come un reduce - attraverso quelle strade respirando ciò che fu.
Due giorni di amici, contatti, discussioni, politica, progetti, rimandi... cosa ne uscirà lo scopriremo quest'anno. un anno iniziato con grande fatica e cattivi pensieri ma che sta evolvendo..










mercoledì 19 maggio 2021

Franco Battiato


E' del 1979 "L'Era del Cinghiale Bianco" mentre è del 1980 "Up Patriots to arms" due punti di riferimento della musica e del mondo che cambiava.. due colonne sonore della mia giovinezza che hanno segnato il mio percorso e che hanno fatto di Battiato un riferimento dei ricordi di tempi felici.
Un ricordo emerge dalle nebbie... stregato da "Up Patriots to arms" entro in camera di Renato, un amico/vicino di casa a Domodossola e mi copio la canzone su una musica - cassetta... il tutto senza chiedergli il permesso... roba da delinquenza a mano armata... eppure allora si usava così, permesso e per favore le lasciavamo ad altre occasioni... eravamo fatti così, o tutto o niente...  sbagliato? Questa vicenda ricorda un poco certe inutili polemiche sul "politically correct" tanto reclamato ai giorni nostri e sbattuto in faccia a mostri sacri del passato... come se, i nostri tempi fossero esenti dal marciume che ci opprime... allora gli usi erano questi, ci si faceva volentieri i cazzi propri, non si chiedeva e non si pietiva nulla. Si dava e si prendeva e i danni si contavano alla fine... ma già con la morale in tasca, con quel senso di accettazione delle conseguenze come fato derivante dal... insomma, facevi senza pensare, poi subivi senza colpe... e tutto appariva meno doloroso, meno opprimente... perché è così, l'azione nuda e cruda sapeva dare pienezza alla vita. Quelle canzoni servivano a far muovere la testa, a riempirla di circolarità, a dare un senso alla giornata che pur doveva passare e allora perché non prendersela con l'ayatollah Komeyni che per molti é santità... abbocchi sempre all'amo... oppure avercela con le pedane piene di stupidi?
In fondo era un mondo molto più semplice dell'attuale... non meno profondo, anzi... ma meno complicato... non c'erano tanti colori... rosso o nero (in politica), poi arrivò il verde, i vari arancioni, Chiesa o Partito, e questo essere semplice dava spazio alla profondità... a cui rispondere con la leggerezza... Battiato appunto... che tutto era meno che semplice, leggero... lo erano senz'altro i suoi ritornelli, lo era il suono sincopato.. lo era questo cercare di mescolare (riuscendoci) popolare e colto... in una continua miscela necessaria a spiegarci dove sarebbe andato il mondo.. un mondo che non riuscivamo a spiegare sino in fondo ma di cui non avevamo paura... tutto era lontano... anche solo andare all'estero era mistero... e la musica, quella sparata dalle radio, dalle musicassette, dall'impianto stereo (per chi aveva i soldi e se lo poteva permettere) era lotta e liberazione... 
E Battiato? Lui ovviamente proseguiva la sua ricerca.. chi non ricorda l'estate del 1982? "La voce del padrone" autentico barometro dell'Italia che cambiava... un vero successo folgorante con Bandiera bianca, Summer on a solitary beach, Cuccuruccucù.... pensiamo a quest'ultimo pezzo.. quante volte ci siamo scoperti a canticchiarla... un refrain intrattenibile... con quel Paloma che cantava... ma a chi cantava? e le serenate all'istituto magistrale? si sentiva la vita vissuta, un miscuglio dei due lati del Mediterraneo che accomunava giovani di entrambe le sponde alla ricerca di un senso e di un'identità... l'avremmo conosciuta solo molti anni dopo con i ragazzi figli dei tanti marocchini che nel frattempo hanno pacificamente popolato il nostro mondo, e che hanno reso migliore questo orizzonte...
Battiato queste cose le aveva già viste, e invece di lanciarci un pippotto alla Habermas, un Zeitgeist alla Umberto Eco, ce le cantava in modo allegro facendoci ballare... che altro aggiungere? Un classico è un qualcosa che non smette mai di dire qualcosa... è qualcosa capace di stare bene ovunque e di dare un senso superando il proprio ruolo... quindi la musica di Battiato non è più colonna sonora dei nostri momenti... è il nostro momento a cui abbiamo legato bei ricordi... è un topoi... e di questo non possiamo che essere grati al Maestro, capace con umiltà, semplicità e umore di renderci uguali, umani, fallibili ma infine felici per sempre.

 

domenica 13 gennaio 2019

L'uomo che volle farsi re

Ci sono film che ti segnano. Non sono mere rappresentazioni tratte da una storia, più o meno vera o verosimile, che ti portano a pensare, riflettere su ciò che fu o ciò che sarà… sono icone, punti di svolta personali che a distanza di tempo ti ricordano.. che cosa? ciò che hai visto, ciò che eri e ciò che sei diventato… e lo sei anche grazie a questo immaginario… queste immagini che si sono impresse nella tua quotidianità, nel tuo vedere le cose… nel tuo essere quel che sei… e che poi, a distanza di tempo, rivisti… possono dar luogo a cocenti delusioni oppure ad incredibili conferme.
E' il caso di questo "L'Uomo che volle farsi re", del 1975... visto al cinema presumo nel 1976... a dieci anni, accompagnato da mio cugino Maurizio… con tre interpreti d'eccezione: Sean Connery e Michael Caine e Christopher Plummer ed un palmares di premi d'eccezione…
Tratto da un romanzo di Kipling, che poi incontriamo nel film, è la storia di due truffatori, che decidono di andare alla ventura per conquistare un regno tutto loro… e ci riescono, per Dio!
Solo che, gli Dei, tanto più ti elevano, tanto più poi ti fanno cadere… e questo è il risultato.. uno finirà ucciso e l'altro crocifisso e poi liberato… sarà lui a narrare la storia ad un incredulo Kipling.
Bellissimo. Affascinante. Divertente e capace di prendersi in giro con un umorismo senza tempo. Felicissimo di averlo rivisto ed assaporato. No, non mi ha deluso, anzi.




 

Elegia americana - il libro