Giorgio Agamben è uno dei maggiori filosofi viventi.
Il suo pensiero è studiato in tutto il mondo.
La sua opera si costituisce in incontri ripetuti e profondi con i problemi e i protagonisti della filosofia occidentale.
Da Aristotele a Leibniz, da Carl Schmitt a Walter Benjamin, da Heidegger a Foucault, le voci più autorevoli della storia del pensiero occidentale sono presenti in un confronto serrato sui temi della filosofia del linguaggio e della rappresentazione, della storia e della temporalità, della forza della legge e della biopolitica.
Riccardo Panattoni ha deciso di avventurarsi nell'orizzonte di sensi di Giorgio Agamben e per per ripercorrere i suoi scritti si lascia guidare dal filo rosso della clandestinità.
La clandestinità appartiene alla natura della nostra vita.
Caratterizza l'esperienza e si manifesta nella nostra incapacità di appropriarci del nostro corpo, come nei disturbi della parola e della gestualità.
E' testimoniata dal concetto di inconscio, che irrompe per deludere ogni illusione di integrità di un qualche io, di un'identità personale.
Panattoni si mette sulle tracce del grande filosofo italiano e costruisce una guida rigorosa e appassionante attraverso le sue parole.
Panattoni si mette sulle tracce del grande filosofo italiano e costruisce una guida rigorosa e appassionante attraverso le sue parole.
Pagina 7 - Un'opera, sia questa di poesia come di pensiero, non può mai considerarsi davvero terminata; tutt'al più essa può chiedere al suo autore di essere abbandonata all'autonomia del proprio destino.
Pagina 30 - Goethe nei suoi diari, in data 11 gennaio 1797, afferma di aver trascorso tutto il giorno in casa a riordinare varie cose.
E' l'affiorare indimenticabile di un giorno qualsiasi, perso in sé stesso, contrassegnato in quelle parole non tanto di un atto di necessaria memoria, quanto di un atto perfetto di consapevolezza di oblio.













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