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giovedì 7 agosto 2025

Lungo l'Adda

 

L'Adda è fiume antico.. capace di regalare a pochi chilometri di distanza, paesaggi diversi e colmi di segni del tempo.. storia, arte, architettura, fede, ingegneria, natura e opere dell'uomo che ben si legano tra loro... ecco il motivo di questo viaggio sulle sue rive... a veder posti nuovi e rimaner così a bocca aperta di fronte a tanta bellezza.



















venerdì 2 settembre 2022

Imperfezione


Noi siamo il risultato di una serie di imperfezioni che hanno avuto successo.
Il nostro cervello e il nostro genoma, due tra i sistemi più complessi che la natura abbia prodotto, sono pieni di imperfezioni.
Sono le strutture imperfette a farci capire in che modo funziona l'evoluzione: non come un ingegnere che ottimizza sistematicamente le proprie invenzioni, ma come un artigiano che fa quel che può con il materiale a disposizione, trasformandolo con fantasia, arrangiandosi e rimaneggiando.
Anche la storia naturale che ci ha condotto sin qui è un catalogo di imperfezioni che hanno funzionato, a partire da quella infinitesima deviazione nel vuoto quantistico primordiale da cui è nato l'universo.
Il filosofo della scienza ed evoluzionista Telmo Pievani, tra i più affermati  scrittori di scienza italiani, ritorna con un saggio sorprendente in cui Lucrezio e la scienza del XXI secolo vanno a braccetto.
Ripercorrere la storia dell'imperfezione é importante perché oggi una potentissima specie imperfetta domina il pianeta: dunque comprereste un'auto usata da Homo Sapiens?

Una bellissima lettura che sa fare dell'imperfezione una forza e non una - come parrebbe di primo acchito - una debolezza dell'essere umano e degli esseri animati in genere.
Seguendo una serie di regole, meglio trattate nelle varie pagine, ci rendiamo conto che il caso governa le nostre vite e, per rispondere a chi parla di disegno divino o pensiero di creazione, se mai un creatore c'è stato, se l'è data a gambe quasi subito.
Mano a mano che prendiamo coscienza dell'incompiutezza e della precarietà dell'essere umano, ci rendiamo conto di quale fortuna ci ha comunque reso capaci di arrivare dove siamo, ad aver costruito un'economia, una società ed un sistema che oramai domina il mondo e intende andare oltre... tutto bene? Certo che no... questa presa di coscienza dovrebbe renderci più umili nell'accettare i nostri limiti.

Letti qui e lì: 
Leggi dell'imperfezione;
1. Legge della contingenza. il caso, nelle vesti di mutazioni, derive genetiche, estinzioni di massa, cambiamenti ecologici di larga scala, spesso cambia imprevedibilmente le regole del gioco evolutivo, con il risultato che un tratto prima ottimale e ben limato della selezione naturale si tramuta in un imperfezione pericolosa;
2. Legge del compromesso. l'imperfezione spesso in natura nasce dall'esigenza di trovare compromessi tra interessi diversi e spinte selettive antagoniste;
3. La legge dei vincoli. la selezione naturale non è un agente che perfeziona e ottimizza gli organismi in ogni loro parte; non può farlo, perché lavora in contesti cangianti e soprattutto è condizionata dai vincoli storici, fisici, strutturali e di sviluppo;
4. Legge del riuso. il riutilizzo di strutture già esistenti rende molto frequente in natura la presenza di strutture subottimali e riciclate, cioè imperfette;
5. Legge della cipolla. l'eccedenza se tollerabile, è fonte di cambiamento perché l'evoluzione é la trasformazione del possibile;
6. Legge della Regina Rossa. Quando l'ambiente corre più veloce di noi, ci ritroviamo evolutivamente sfasati, e dunque sempre un po' inadatti, imperfetti.

venerdì 10 settembre 2021

Alpi Wolf e Lurino



Per festeggiare il mio compleanno decido di regalarmi una piccola gita in montagna.. il tutto compatibilmente con le non ottime condizioni di salute che, da diversi mesi, limitano e non poco le mie abitudini e passioni... 
Anche se la meteo non è spettacolare (coperto, minaccia pioggia, afoso) opto per una passeggiata sopra Varzo... chissà, magari due funghi, oppure i mirtilli... o anche solo guardarmi intorno.
Lasciata la macchina alla fine della strada dell'Enel comincio a salire con passo spedito e superata Selvanera, proseguo in un bosco secco secco verso l'Alpe Wolf. 
Questo luogo mi ha sempre appassionato per la sua cornice di pietre e chiome che la nasconde alla vista e la preserva dal rumore dei sottostanti centri abitati della valle... tre baite, nulla più, una piccola valletta arata da cervi o cinghiali... alle spalle una muraglia solcata da un sentiero che sale ripido, scivoloso e per nulla piacevole... ma farlo è un obbligo se si vuole proseguire... per raggiungere Lurino.
Questa volta infatti decido di non fermarmi.. voglio camminare, godere del bosco, del silenzio... solo gli scoiattoli e i camosci a riempire il silenzio... salgo sino a Lurino, a visitare il bivacco fatto dal Cai di Varzo recuperando una baita e ridando vita a questo alpeggio...
Mi disseto, mangio, mi cambio e poi decido di tentare l'alta via (indicata dai cartelli segnavia) verso Albiona... tentativo che si rivela presto inutile e impraticabile... una frana si è mangiata il sentiero e proseguire significa ravanare parecchio... complice anche la mia vista limitata.
Ritorno - con rammarico - sui miei passi, cerco di raccogliere qualche mirtillo... e poi scendo a valle... ma quanto è bello?  ma quanto questo bagno nella natura mi ripaga delle tribolazioni del fondovalle? Quanta della fatica accumulata nelle gambe si trasformerà in positività? Non lo so, non mi interessa... a me ora interessa godere del momento... il resto lo vedremo domani, o dopo... per ora auguri... per un altro anno, sperando in meglio.

 

domenica 16 maggio 2021

Elogio delle erbacce

Flagello biblico, responsabili di avvelenamenti di massa o simbolo di rinascita post-bellica: fin dagli albori l'umanità ha rinunciato a dare una definizione scientifica di "erbaccia" cambiando etichetta a seconda delle mode e della cultura dell'epoca.


Prendendo avvio proprio da questo dato di fatto, l'autorevole botanico inglese Richard Mabey scrive la prima storia culturale di queste creature che vivono ai margini della società vegetale, così importanti per il sistema immunitario del pianeta, preziose per le loro proprietà curative, belle per le forme e i colori, eppure così strenuamente combattute dall'uomo che le ha sempre considerate pericolosi invasori dei suoi spazi.

E' proprio questa visione, frutto di luoghi comuni che Mabey intende ribaltare, attraverso pagine colte e raffinate, ricche di informazioni erudite e reminiscenze personali e artistico - letterarie, l'autore compie una riflessione che trascende i confini della botanica e approda alla filosofia, mettendo in luce l'affinità esistenziale tra noi e le erbacce, quel comune spirito di adattamento e quello istinto di sopravvivenza che dovrebbero indurci a riconoscere in loro delle compagne di vita da amare, dal destino saldamente intrecciato al nostro.

Un'autentica miniera d'oro questo libro. Un elenco ragionato e condito da spassosi episodi storici, insieme a tanta erudizione, a dimostrare che quando si ama qualcosa lo si riesce a trasmettere. A me a trasmesso l'amore per la natura e per la cosiddetta "natura inutile"... spero possa dare tanto anche a voi o almeno avvicinare a questa incredibile sensibilità noi esseri umani...

"Ralph Waldo Emerson preferiva esprimersi in termini di utilità e diceva che un erbaccia è semplicemente... una pianta le cui virtù non sono ancora state scoperte.

Altri affermano che le erbacce siano "piante che sabotano i progetti degli esseri umani o piante nel posto sbagliato"... ci si può contare, non c'é niente che ripulisca il terreno dalle erbacce infestanti di un buon campo di trifoglio...

Siamo abituati a considerare le erbacce come invasori, ma per essere precisi esse sono anche parte del patrimonio o dell'eredità di un luogo, una presenza ancestrale, una banca genetica disponibile al momento opportuno al di sopra della quale i nostri edifici e le nostre faccende non sono altro che un effimero carapace.

Le erbacce sono una sorte di sistema immunitario, organismi che entrano in gioco per riparare i tessuti danneggiati, ovvero, in questo caso la terra spogliata della vegetazione che la ricopriva.

Oggi la loro comparsa innesca gesti riflessi, non riflessioni. Le consideriamo intrusi impudenti ed incomprensibili, del tutto estranee al nostro modo di vivere la vita. Con un cambio di prospettiva radicale, ora, invece di prendercela con noi stessi, ce la prendiamo con loro.

giovedì 6 maggio 2021

Racconti di caccia

 La caccia che viene narrata da Rigoni Stern in questi quattordici racconti non è un hobby o uno sport, è una passione. È una lotta contro se stessi, contro la fame, la stanchezza, il sonno, il freddo, sapendo che bisogna essere giusti al momento giusto, perché alla base c’è un rapporto non tanto con l’animale, quanto con il selvatico, la preda.

Eppure queste storie, attraverso un linguaggio lirico e allo stesso tempo semplice, non ci parlano solo di uomini in attesa e animali braccati, ma anche di silenzi piú importanti delle parole, di verità che scottano come il fuoco, di valori incontestabili e solenni. Sono storie a volte commoventi a volte un po’ barbare, ma la violenza non è mai gratuita, è inesorabilmente regolata dai meccanismi della natura.
Perché il male, sembra ricordarci Rigoni Stern, è solo dell’uomo, quando dimentica o disprezza o distrugge gli equilibri della montagna e del bosco.

«Seduto su un sasso fumi una sigaretta e accarezzi il cane; con le dita frughi nella cartuccera: levi e riponi le cartucce; le soppesi. Non viene mai il giorno! Ecco: vedi già il mirino in cima alle canne; vedi le piante, il sottobosco. Sì, eccolo il codirosso e ora anche il merlo. Ti alzi, sciogli il cane e vai».


Un libro che parla di spazi vuoti, spazi dell'anima, spazi della lotta con il selvatico… certo in questo favorito dall'arma, dal cane (altro elemento fondamentale nella narrazione), dall'istinto, dalla conoscenza dell'avversario...
Questa non è la caccia per come la potrebbe legittimamente intendere un ambientalista che volesse dettarne l'inutilità, la dannosità... quello che si rappresenta è un mondo in cui si prende e si dà, sapendo cogliere il giusto, rispettando le date, le tradizioni, le fasi della riproduzione, i limiti numerici... cosa ben diversa da certi modi più recenti... 

Quindi, non dobbiamo approcciarci con pregiudizio a questa raccolta di racconti. Dobbiamo invece, anche non condividendone tutto, accettare che c'è stato un tempo in cui il bosco nutriva l'uomo e l'uomo lo ricambiava con il lavoro. Forse oggi diventa difficile comprenderlo, ma certe azioni di allora, avevano un significato, anche mistico e religioso, e certamente maggiore del disinteresse odierno..

"No, non sogno carnieri abbondanti, ma un andare lento nel bosco d'autunno con lui che sarà il mio ultimo cane da caccia, che ancora una volta mi porterà una beccaccia che rinchiuderà in sé foreste, spazi, cieli lontani, e misteri della vita.
Paesi e sogni di giovinezza per me, ora che il mio tempo scende allo zenit".



sabato 12 settembre 2020

Punta Crampiolo Sud


Stupenda salita ad una cima ostica ed impegnativa. Pareti rocciose, una cima grande come un campo di calcio, panorami mozzafiato, giornata spettacolare, in silenzio e quasi solitudine, mentre la piana del Devero brulica manco Rimini ad Agosto... Insieme a Max giro di alpinismo con passaggi di roccia degni di questo nome... una cima salita oltre 30 anni or sono con Giorgio Dell'Oro.. in arrampicata sportiva... rieccoci qui a godere di questa incredibile bellezza.