La lettura richiama il percorso del D.lgs. n. 62/2024 come "il primo passo innovativo nella presa in carico della persona con disabilità, come detto dalla Ministra della Disabilità Alessandra Locatelli.
Ma a quali condizioni sarà veramente una rivoluzione nei servizi e nella quotidianità delle persone con disabilità?
Come non cadere nella retorica?
Progetto di vita: garantire dignità, inclusione, pari opportunità, valorizzazione della persona.
C'é l'aspettativa di un superamento di un welfare di protezione, basato su interventi settoriali mirati ad arginare o compensare la condizione di disabilità per costruire un Welfare di valorizzazione della persona, strumento di cittadinanza vera e propria.
Il cambiamento riguarda anche le persone con disabilità: è tempo di andare oltre il "tutto mi è dovuto in quanto persona con disabilità".
La condizione di disabilità si noterà sempre meno e verranno valorizzate le idee e il protagonismo delle persone.
Però sono necessarie due condizioni: risorse adeguate e un cambiamento culturale grande.
E' la persona con disabilità a scegliere.
Il servizio è solo una parte del progetto di vita.
La programmazione deve essere la sommatoria dei singoli desiderata delle persone.. una sorta di vestito cucito addosso.
Ragionare in termini di progetto di vita significa essere protesi verso finalità future: nei servizi tradizionali invece spesso il futuro non c'é ci si concentra solo sulla risposta ai bisogni dell'oggi.
Gli assistenti sociali si spogliano del potere di decidere gli interventi per aiutare le persone a capire e scegliere la propria vita.
Le persone con disabilità e le famiglie chiedono di poter essere protagoniste potendo contare su professionisti competenti e servizi che si pongono in ascolto e li supportino nelle scelte aiutandoli a raccontare in modo nuovo la propria prospettiva di vita.
Smettiamo di parlarne e iniziamo a progettare con un grande lavoro preparatorio.
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