mercoledì 20 luglio 2016

Gavonata

Una scoperta inaspettata: Gavonata. Una piccola chiesetta in mezzo alla campagna, sopra un poggio, elevato di pochi metri rispetto alla piana coltivata. Siamo sulla SP30 in direzione di Acqui Terme... Un caldo esponenziale, cicale agitatissime, cielo terso.
Gavonata, frazione di Cassine. Ne trovo poche notizie, però possiede una pagina Facebook QUI che di questi tempi non è male...
Che dire di questo gioiello. La presenza barocca sul rosso mattone della facciata è evidente. Anche l'ingresso è lì ad evidenziarlo. Quando arriviamo è in corso una affollata funzione religiosa, a ricordo di un defunto geometra... Che pace, che profumi, che colori... Trovo un riferimento in rete "Gavonata - Fontaniale" quindi trovo che siamo di fronte alla "Chiesa di Santa Maria di Fontaniale", così denominata perché vicina ad un'antica fonte. Nel 1030 questi terreni vennero donati ai Benedettini. Vari passaggi di proprietà sino a giungere nel 1592 alla Congregazione degli Oblati di Sant'Ambrogio di Milano.
Una serie di lavori la ampliarono, di tali interventi vi sono testimonianze scritte ed evidenze architettoniche. All'interno venne posata una statua della Madonna in legno policromo, ritenuta miracolosa, per questo motivo la chiesa assunse il titolo di Beata Vergine dei Miracoli.
 Bellissimo putto, sulla scala che conduce alla chiesa.
L'attuale edificio posto presso un complesso di antichi cascinali si presenta più che abbandonata, sopita. Le coltivazioni circostanti, gli alberi, i fiori, complice il gran caldo, appaiono prostrati ai piedi dell'edificio... Anche l'abbandono ha un suo fascino.

martedì 19 luglio 2016

Terzo

 
Non è un caso che questo luogo sorga "ad un terzo di miglio da Acqui Terme" sulla strada per Savona. Da cui il nome Terzo. Piccola asperità a picco sul Bormida e sulle colline coltivate, è visibile da lontano grazie alla sua torre medievale che spicca per venticinque metri sopra le circostanti costruzioni. Terzo fa parte del circuito "Città del Bio" ove la valorizzazione dell'agricoltura biologica e di conservazione delle risorse naturali, la valorizzazione delle risorse e della cultura della terra" e non si stenta a crederlo, viste le bellissime campagne che circondano questo piccolo paesino.
 
 
In una giornata rovente, ci accoglie una piccola chiesa, dedicata a San Maurizio, di origine medievale, ampiamente rimaneggiata tra il 1750 e il 1893 circa.
 
 
Le varie cappelle laterali e le molte decorazioni fanno intendere un intervento particolarmente deciso su questo edificio di origine medievale.

 
Vecchissima porta, interessante la condizione della superficie. Sembra un serpente che sta perdendo la pelle.

 
 La Torre dei Malaspina. Con origine da una fortificazione dell'anno Mille, poi rimaneggiata nel 1300. Vi si accede su richiesta passando dagli uffici comunali. Di Domenica ovviamente no...
 
 
Eccoci di fronte alla torre. Bellissima visuale della struttura slanciata verso il blu del cielo.

lunedì 18 luglio 2016

Napoleone - dalla Rivoluzione all'Impero

 
"Nel volgere di appena quindici anni un giovane Corso si trasforma da conquistatore in uomo di Stato, salva la Rivoluzione, stravolge i confini dell'Europa, getta le basi dell'odierna Francia, diventa imperatore dei Francesi e Re di Italia, edifica e porta al baratro un'opera straordinaria.
Da Ajaccio a Sant'Elena, passando per Rivoli e Arcole, Cherasco e Campoformio, Austerlitz e Waterloo, Napoleone Bonaparte costruisce la sua leggenda, la cui eco risuona ancora oggi.
Se, come egli stesso disse, la sua fu una "vita da romanzo", mai romanzo ha tanto influenzato la storia del mondo.
Lo storico Theirry Lentz racconta l'appassionante avventura di questo figlio della Rivoluzione e del suo sogno imperiale". (tratto dal libro).
 
 

Cosa si può dire ancora su Napoleone Bonaparte che ancora non è stato detto o scritto? Nulla.
Eppure, a distanza di 250 anni dalla sua nascita non possiamo fare altro che affermare la visione di potenza, la capacità militare, lo spirito di trasformazione degli Stati di Napoleone è ancora attuale e molto insegna.
Ben lo descrive questo piacevole volume edito dalla Electa/Gallimard, acquistato ad una bancarella dell'usato per 2,00 € e letto d'un fiato.
Dalla rapida carriera militare alla scalata del potere in un periodo di veri rivolgimenti, sino alla nomina ad Imperatore ed alle incredibili vittorie militari.
Poi, come per tutti gli esseri umani, gli errori e l'onnipotenza fecero la rovina sua e dell'impero francese.
Prima contro la Spagna, con una guerra civile sanguinosissima, poi con la campagna di Russia, ed infine con il ritorno dall'Elba e con i 100 giorni culminati nella battaglia di Waterloo..
Senza dubbio Napoleone fu uomo moderno, nella capacità di plasmare gli Stati, di rendere iconografica la sua figura, nell'interpretare la domanda di cambiamento rispetto ai vecchi, superati e odiati regnanti precedenti. Un gigante nell'arte della guerra, della modernità, della visione dello Stato e delle sue istituzioni.
 

sabato 16 luglio 2016

Siamo realmente in un mondo liquido?

 
Non passa mattina senza che giungano notizie (per lo più brutte) che rendono sempre più precario l'orizzonte a cui ci eravamo abituati nel tempo: stragi terroristiche, incidenti ferroviari, la Brexit, l'epocale immigrazione dal sud del Mondo, il colpo di stato turco...
E' certamente anche la crisi di molte certezze che ci avevano cullato negli ultimi 50 anni: lo Stato Nazionale di ottocentesca memoria, le Religioni intese come abitudine con cui convivere più che come vera Fede, le frontiere, le idee politiche forti.
Nulla di tutto questo appare come una volta, ma anzi si disfa e rifà di volta in volta sino ad assumere nuova forma o disparire del tutto.
Zygmunt Bauman, sociologo polacco, cerca di dare un nuovo significato al rapporto tra spazio e tempo, movimento necessario per definire il nostro divenire, il nostro recente passato ed in prospettiva il nostro futuro.
Pensiamo al terrorismo. Assistere alla strage di Nizza (ove un folle ha travolto e ucciso decine di persone innocenti utilizzando un camion) e mostrare una nave da guerra che si muove di fronte al porto, da l'idea dell'impotenza degli Stati Nazionali di fronte alle nuove sfide: è come vedere un gigante seduto su un formicaio... la tua grandezza finisce per essere la tua debolezza.
Pensiamo a Brexit: costruisci un idea di super stato, ove far muovere uomini, idee, merci, lavoro e in fondo benessere. Poi alla prima vera crisi, i piccoli tornano ai loro egoismi senza capire che solo uniti si vince e rilanciando modelli morti e sepolti dalla Storia.
Pensiamo alle fedi: o eccessive, il fondamentalismo, o evanescenti, l'attuale cristianesimo ne è un esempio, o alle nuove fedi nella tecnologia, contro i poteri forti, contro le banche, contro tutto e tutti... tipo i black bloc... contro cui ancora una volta, lo Stato nulla può.
Aggiungiamo una persistente informazione, priva di certezze e di fondamento, un mormorio che non trova riscontro con i tempi passati, ove ognuno può pescare quel che vuole, quasi un novello Carneade (che, come il Manzoni fa dire a Don Abbondio, soleva cambiare idea di volta in volta per conformarla al potente di turno, o al pensiero dominante, o peggio dico io a quel che più fa comodo).
Nascono così i movimenti di pancia, quelli che "la rete ha detto", quelli che "il popolo del web si indigna"...
Piazze e strade cambiano significato, divengono Agorà secondarie, di una piazza che oramai è virtuale, servono solo per misurare - e in misura certamente secondaria - l'esito di un grido lanciato altrove...
Come rimediare? Certamente munendosi di differenti strumenti di misura, di nuovi riferimenti. Senza buttare al vento i precedenti, anzi difendendone e rafforzandone l'universalità e misurandosi con i nuovi media. Perché di questo si tratta. Non nuove idee. No, solo nuovi megafoni.
 



Somnia

Film del 2016, diretto dal regista di Oculus (io al suo posto non lo metterei, anzi scriverei "diretto da un emerito sconosciuto", così non si sputtana), utilizza i sogni di un bambino per farne l'ossatura della storia narrata.
Giovane coppia perde l'unico figlio per tragici motivi, con grande fatica si riprende e decide di adottarne uno; è quello sbagliato (mai che ti arrivi quello buono). Quando si addormenta fa brutti sogni che si materializzano. E' un dono? E' una sfiga terribile? Boh? A tratti ricorda "La Madre" QUI LA RECENSIONE a tratti "Insidious 2" QUI LA RECENSIONE ed ancora per il passaggio vero/falso, veglia/sonno "Oculus" già citato dalla locandina QUI LA RECENSIONE.
Che dire? Come commentare questo gioiello del genere Horror, dove vi è un bambino, dei brutti sogni, dei buoni sentimenti, un peccato originale, un disperato bisogno di superare un trauma, la volontà di non affrontare i problemi e soprattutto si è a corto di idee per fare un buon film?

Dopo aver visto Somnia, ho deciso di lasciare al grande Paolo Villaggio ed al suo alter ego Fantozzi ogni commento. Basta sostituire la parola "Corrazzata Potemkin" con "Somnia" e il gioco è fatto.



venerdì 15 luglio 2016

Ten Cloverfield Lane



 
10 Cloverfield Lane è tante cose: un film di fantascienza, un thriller psicologico, una (a tratti) divertente commedia, un idea claustrofobica, un horror...
Un film che del precedente "Cloverfield" ha solo un furbo richiamo e nulla più. Ma pare che funzioni.
 


Tutto ruota intorno all'incredibile recitazione di John Goodman, meglio conosciuto per le sue interpretazioni comiche, una per tutti "i Flinstones". Un vero mito se pensiamo che l'aeroporto di St. Louis, sua città natale, si avvale della sua voce per le informazioni ai passeggeri attraverso gli annunci all'altoparlante...
 


La trama: Michelle (Mary Elizabeth Winstead) litiga telefonicamente con il suo compagno e parte per un lungo viaggio. Durante la notte ha un incidente e al risveglio si ritrova in quello che scoprirà essere un bunker insieme ad Howard, un omone in preda a manie da cospirazione (John Goodman) e da Emmett (John Gallager Jr) che conferma quanto raccontato da Howard: la Terra è sotto attacco e l'unico modo per sopravvivere è restare sotto terra ad aspettare...
Tra colpi di scena, rivelazioni continue, dubbi disseminati qua e la, il film ci tiene con il fiato sospeso sino alla fine, non facendo presagire quale sia la realtà.
 
Come dicevo all'inizio: un ottimo mix tra le massime paure dell'americano medio: gli alieni, i campi di granoturco, la donna rapita dal folle di turno, il bunker antiatomico... Non manca nulla e soprattutto c'è un grande Goodman che nel ruolo del cattivo piace tanto.
Buona visione.

 

Pizzo di Albiona (quasi) e Pizzo del Mezzodì

Tre giorni di ferie, vuoi che uno non lo dedichi alla mia montagna? Ed infatti eccomi qui, giovedì tormentato dal vento e dalle basse temperature (che però rendono meno opprimente il cammino)... Meta? Le cime a fare da corona alla Val Divedro e la Val Bognanco. Una vera miniera di occasioni.
 Risalita la Val Divedro sino ad Albiona intravedo il passo dell'Acqua Fredda e le altre cime intorno: il Pizzo di Albiona, il Pizzo del Mezzogiorno... piano piano risalgo le pietraie
 Luce sublime, anche grazie al vento.
 Verso il Cistella nuovole nere... e neve portata...
 La base del canalino tentato per il Pizzo di Albiona... poi ridisceso.
 il tracciato e il limite raggiunto.
 Vista del Pizzo di Albiona dal Pian Pumper.
 Vista del Lago di Andromia dal Passo.
 

 Primo piano di un abitante delle terre alte...
 il Pizzo del Mezzodì. Qui vedo una volpe...
Alpe Wolf... oramai in discesa verso casa.