domenica 7 agosto 2016

Robivecchi ? Robe Vecchie ?

Capito per caso in questo "negozio" di cose vecchie... Riduttivo definirlo negozio. Un garage pieno di oggetti di ogni tipo. L'occhio si perde a scoprire oggetti di altri tempi.... spettacolo!
Tavolino...
Mola per affilare lame...
Altro coloratissimo tavolino...
Macchina da cucire..
scatoline e scatolette, la mia passione...
Anche l'Africa ha un piccolo spazio...
Bellissime statuette...
Art Decò...
E anche lo snob è servito...

sabato 6 agosto 2016

La fine della città - Leonardo Benevolo

Altro libro acquistato in bancarella e letto con piacere. Un saggio sull'urbanistica, l'architettura, ma soprattutto sulle condizioni delle nostre città e del perché molte cose non funzionano. 
Leonardo Benevolo, grande architetto, urbanista, professore universitario e preparato saggista, ci porta per mano in questo breve racconto sui percorsi di pianificazione urbanistica dal periodo fascista ai più recenti episodi. Per quanto la materia possa apparire complicata è importante conoscerne i fondamentali perché attraverso la sua applicazione regola le nostre vite, ed è in grado di rendere una città un posto piacevole in cui vivere o l'esatto contrario.
 
 
Attraverso i ricordi personali del narratore, ci ritroviamo immersi nelle realtà di Roma, Napoli, Brescia, Milano, Urbino e di molte altre piccole e grandi realtà urbane della nostra penisola e scopriamo i retroscena che hanno tracciato il nostro paesaggio.

 
"Il mio mestiere è l'architettura. Mi sembra più esatto dire così che "faccio l'architetto", perché l'architettura è una cosa difficile da avvicinare e io ho tentato di farlo con vari mezzi: progettare edifici, disegnare piani regolatori, collaborare alla redazione di leggi, scrivere libri o articoli di giornale, insegnare la storia dell'architettura.
Non ho potuto ancora scegliere di fare una sola di queste cosa, perché lo scopo di questa disciplina si pone , vale a dire migliorare anche solo di poco l'ambiente fisico in cui vive la gente, è troppo importante e difficile per tentare di raggiungerlo in un unico modo.
Qualche volta è possibile costruire un piccolo pezzo di questo ambiente in un contesto accettabile; qualche volta bisogna tentare di correggere questo contesto, cioè aiutare l'amministrazione pubblica a fare i piani urbanistici; qualche volta invece si scopre che occorre prima rifare le leggi; e qualche volta ancora non si può fare nessuna di queste cose e dunque non resta che riflettere e scrivere".
 

venerdì 5 agosto 2016

Jeepers Creepers 2

Quando il cinema ci chiede di accantonare le nostre convinzioni per trascinarci altrove, noi lo dobbiamo fare, in totale buona fede. Solo alla fine sarà possibile decidere se l'abbandono delle certezze fisiche del nostro piccolo mondo è stato ricompensato da quella che si dice una "buona visione". A volte va bene. Altre meno.
Nel caso in oggetto, al netto delle nostre convinzioni, direi che questo film se la cava egregiamente.
La trama: un ragazzo in un campo di grano sta sistemando degli spaventapasseri. Uno di questi prende vita e lo porta via uccidendolo. il padre ed il fratello lo cercano inutilmente ma capiscono di avere a che fare con qualcosa di innaturale e passano al contrattacco. Preparano così un jeep con annesso arpione (modello Moby Dick) e superato lo shock partono alla ricerca del mostro.
Mostro che nel frattempo ha fatto danni ovunque ma in particolare si sta accanendo contro uno scuolabus che trasporta ragazzi e ragazze di ritorno da una partita di basket.
Quella a cui assistiamo è una strana visualizzazione del mostro: si fa vedere da vicino, si strofina, fa l'occhiolino, fa il segno della pistola... insomma i rimandi sessuali ci sono tutti e ben si accompagnano con la morte, con la creatura alata, con la paura... e con il riesplodere degli istinti più bassi da parte dei ragazzi vittime di questo orrore.
Victor Salva, forte del successo del precedente episodio, firma un divertente film ove la cultura americana sguazza nel simbolismo dei bollori giovanili... campo di grano, giovani muscolosi ed esuberanti, scuolabus giallo, razzismo latente, capitan Achab armato di arpione, non manca nulla... e anche se magari la paura a tratti latita, ci si diverte parecchio.

Cima di Valtendra

Eccoci finalmente all'Alpe Veglia. Quest'anno accantonata per inseguire altre mete alpinistiche.
Oggi l'obbiettivo è la Cima di Valtendra 2.693 metri. Superata la cappella del Gropallo, il Veglia si rivela in tutta la sua bellezza anche se oggi la meteo non è al top il fascino di queste cime è impagabile.
 La Balma. Ci spostiamo sul lato Nord - Est dell'Alpe. il Tracciato è quello della GTA per l'Alpe Devero e per la deviazione per l'Alpe Ciamporino.
 Torre Vitali. Salita anni or sono con Geo e Biselli.
 Pizzo del Moro, sul fianco destro il muro per raggiungere il Passo di Valtendra.
Verso il Passo. Lingue di neve. Nubi all'orizzonte.
Raggiunto il Passo, piego a destra per un evidente sentiero, che però scompare dopo pochi centinaia di metri, lasciando il posto a nevai e pietraie... a fare da contorno nuvole basse basse...
 In lontananza uno spizzico di sole... qui no.
 Dalla cima si intuisce il tracciato percorso...
 il Passo in lontananza... circa 300 metri più in basso. Qualche escursionista in pausa panino...
Il trespolo che identifica la cima.
 Durante il percorso di rientro, una cascatella refrigerante. Sullo sfondo il Pizzo Moro.
 In lontananza il Passo... Le solite nubi... seguo un itinerario non segnato. Pietre e prati.
 La vallata percorsa, direzione Lago Bianco. Qui dovrei trovarmi con papà, Franca e Carol...
La meta finale. Il Lago Bianco. Sullo sfondo al centro, la cima appena salita. Nessuno all'appuntamento... Quello che ne segue è un lungo inseguimento senza esito e grattone finale (meritato).


martedì 2 agosto 2016

Speculatori svizzeri

Udite udite, anche gli svizzeri si stanno facendo infinocchiare un pezzo di ambiente, per meri motivi economici. E che ambiente! Niente popò di meno che il Parco che ospita la casa di Hermann Hesse.
Per i pochi non lo conoscono è il premio Nobel che scrisse "Siddartha" oltre ad altri famosissimi racconti. E la sua "Montagnola", come si chiama il luogo, rischia di essere trasformata in una villettopoli qualsiasi, anche se unta da franchi svizzeri e non da euro nostrani...


Qui l' Articolo.
Poche le firme raccolte contro il progetto e molti i silenzi di fronte alla previsione di scempio.
Che dire? Qui Hesse ci coltivava i fiori e riceveva i molti che scappavano dalla Germania Nazista... Se dovesse riaccadere, questa volta troveranno comode villette ad accoglierli... Bella lì.

Tanti timbri

Chi se li ricorda i vecchi timbri per bambini? Servivano ad imparare le lettere, la forma di animali e fiori. Li stampavi e poi li coloravi. C'erano navi, aerei, animali feroci, uccelli, ortaggi, personaggi Disney, numeri e così via... Quando li ho trovati, nel seminterrato della scuola che stiamo sistemando, quasi non ci credevo!
Una serie di polverose scatole, abbandonate in mezzo alla spazzatura, e centinaia di stampini visibilmente usati, ma ancora in buone condizioni.
Presi, puliti, riordinati in base alle scatole. Un piccolo tesoro.
Più li guardo e più ricordo di quando, da piccolo, li usavo anche io. Quelli con il disegno e le lettere, quelli con l'animale feroce, la rappresentazione del missile, l'aereo, il cavallo, i personaggi dei fumetti... un abbuffata Vintage!!!

Ecco la grande ammucchiata. Alcuni hanno lo stampo in plastica. probabilmente una evoluzione (mal riuscita secondo me) dei primi in legno...
Personaggi Disney
Lettere! Bellissime... queste mi sa che me le tengo strette... come un Novello Gutemberg ;)

lunedì 1 agosto 2016

il giglio nero - the bad seed

 
Vi sono film che fanno pena (il Tarzan recentemente visto) e vi sono autentici piccoli capolavori. "The bad seed", film americano del 1956 è uno di questi. Disturbante quanto serve, teatrale nelle espressioni, concentrato su visi e parole, riesce a colpire lo stomaco più e meglio di un Dario Argento d'annata e senza mostrare alcun dettaglio sanguinolento o di vera violenza.
Forse anche per questo, lascia agli attori (a partire dalla piccola Rhoda) il compito di esprimere e far intendere cosa realmente bolle in pentola.
Tradotto da noi come "il giglio nero" ad intendere che per virare dal bianco (simbolo di purezza) al nero del crimine, poco occorre, al punto che ad un certo punto siamo a chiederci - e con noi la madre di questo autentico mostro - come sia possibile che quello che appare come un piccolo angelo, sia nella realtà un autentico demonio.
 
 
La trama: La piccola Rhoda è una bambina bella, intelligente e all'apparenza buona. All'apparenza, perché con il passare del tempo, la scopriamo essere responsabile di una serie di omicidi ai danni di innocenti. Ed il tutto per futili motivi (possedere una medaglia o altre piccole cose di valore, nascondere un segreto)... La madre, in origine non vuol credere a quanto accade, ma quando le è chiara la verità, tenta di farla finita senza riuscirci. Sarà un provvidenziale fulmine a cavarla d'impiccio.
 
Commento finale: Rientra senz'altro nel genere "bambini dannati" questo bellissimo film. E forse ne è il capostipite, visto l'anno di produzione. Per alcune scene infatti richiama "il villaggio dei dannati" del 1960 QUI  piuttosto che "il Presagio" del 1976 QUI. Certo resta disturbante per la madre e per noi, scoprire di aver cresciuto un mostro che ama con tutta se stessa e che non sa come affrontare.
La forza di questo film sta nel mettere in discussione l'idea della famiglia come luogo di formazione dei futuri americani, l'idea cioè che una buona educazione, un tetto e tanto affetto siano sufficienti a lenire ogni preoccupazione. Questo tarlo è talmente forte, da apparire oggi, a distanza di 60 anni ancora attuale... Senza alcun dubbio ottime le recitazioni.