mercoledì 3 settembre 2008

Voglio anch'io le signorine allegre!

E' notizia di questi giorni (fonte La Repubblica):

"UDINE - Prima la convention di Forza Italia, poi la cena, poi un piccante dopo-cena: per un esponente nazionale del partito, garantita la compagnia di prostitute nella camera dell'hotel. Italiane, brasiliane, dell'Est, anche tre in una notte. Per questo, tre noti professionisti udinesi sono finiti sotto inchiesta indagati per l'ipotesi di favoreggiamento della prostituzione. L'indagine è scattata in seguito a un'intercettazione telefonica alla quale sono seguiti gli accertamenti da parte del sostituto procuratore di Trieste Raffaele Tito. Sono stati così indagati l'imprenditore Riccardo Di Tommaso, proprietario del Bernardi Group con punti vendita d'abbigliamento anche all'estero, uno dei suoi consulenti legali, l'avvocato Massimiliano Basevi, e l'albergatore Franco Marini, titolare dell'hotel Là di Moret, quattro stelle alla periferia nord di Udine. Hanno già chiesto di patteggiare la pena dopo essere stati interrogati e avendo quindi fornito la loro versione dei fatti. È bufera, a Udine, sui vertici regionali del partito di Silvio Berlusconi. Ma nessuno commenta, perlomeno ad alta voce, nessuno interviene se non per ribadire la linea ufficiale: si tratta di fatti privati, nulla che riguardi la politica, né tantomeno il partito.

Secondo la ricostruzione dell'accusa, l'imprenditore Di Tommaso finanziava le prostitute, l'avvocato Basevi le procurava anticipandone il pagamento, anche su siti Internet, l'albergatore consentiva che gli incontri avvenissero nel suo locale. Si contestano almeno cinque notti calde nel periodo compreso fra il novembre 2007 e la fine di marzo di quest'anno, in piena campagna elettorale. Nell'immediatezza dell'election day che ha visto gli elettori di Udine andare alle urne per eleggere il sindaco, il presidente della Provincia, il Governatore della Regione e, come tutti gli italiani, premier e Parlamento.

L'inchiesta - che quindi vede il politico nazionale come soggetto favorito, ma non indagato - ha raccolto elementi attraverso pedinamenti, con gli interrogatori delle prostitute e anche d'un importante politico regionale di Forza Italia. Anche dai successivi interrogatori degli indagati è emerso un quadro strettamente legato alle scelte personali del politico nazionale. Il sospetto che un imprenditore finanziasse la politica evidentemente in cambio di favori non ha trovato riscontri. Del resto lo stesso Di Tommaso è uscito senza macchia da un'altra inchiesta udinese che ha ipotizzato la corruzione per le autorizzazioni edilizie sui centri commerciali".

Questi i fatti, ora mi chiedo " perché a me le signorine non le paga nessuno?" non che ci sia mai andato, ma anche volendo fare uno più uno, perché un politico dovrebbe andare con le allegre signorine, trovate da terzi, senza pagare, nell'albergo di un altro ancora?
Che gli uomini siano geneticamente porcelli nulla da eccepire, si sa dalla notte dei tempi.
Che i politici siano porcelli ci sta pure, ma che lo facciano gratis e che non ci sia scambio di favori, andatela a raccontare a qualcun altro! E non aggiungo altro.

Monolith